Quei piedi nella fontana che indignano i lucchesi Don Goccini al sindaco: «Sembra fatta apposta»
LA POLEMICA LUCCANon è piaciuto, ai lucchesi, il pediluvio ristoratore fatto dai 170 pellegrini reggiani – partiti da Novellara il 2 agosto e arrivati a Lucca nove giorni dopo – nella fontana di...
LA POLEMICA
LUCCA
Non è piaciuto, ai lucchesi, il pediluvio ristoratore fatto dai 170 pellegrini reggiani – partiti da Novellara il 2 agosto e arrivati a Lucca nove giorni dopo – nella fontana di piazza San Salvatore. Quel gesto, fatto venerdì alle 10, è stato “bollato” in coro come una «offesa al decoro e al patrimonio artistico». Il parroco don Giordano Goccini, guida dei pellegrini, dopo le critiche ha scritto una lettera al sindaco Alessandro Tambellini.
I lucchesi si sono indignati quando hanno visto la loro ottocentesca fontana circolare, progettata dall’architetto Nottolini, è stata scelta dai pellegrini reggiani per regalarsi qualche minuto di refrigerio.
Il “gruppone” con quella maglietta celeste si è seduto sul bordo di marmo della fontana, con le spalle rivolte verso l’esterno e le gambe dentro l’acqua. «Quando è arrivato il responsabile del gruppo – tuonano i cittadini – si sono dileggiati in una specie di gioco: fare le onde con le gambe tutti insieme nella fontana».
Un quadretto che non è passato inosservato e un passante ha chiesto perfino aiuto al 113: «Ho visto il gruppo di giovani, molto numeroso, seduto sul bordo della fontana – racconta un testimone – Si sentiva un tifo da stadio: “Hip hip hurrà”, e altri slogan. All’indicazione del loro “capo” muovevano velocemente le gambe all’interno della fontana. Ma il senso civico dove è finito?».
Una pattuglia di carabinieri è intervenuta in piazza ma i ragazzi non sono stati multati: in base al regolamento di polizia urbana di Lucca, è prevista una multa da 50 a 150 euro.
«Sono il parroco di Novellara – scrive don Goccini al sindaco di Lucca – e ho accompagnato un gruppo di 170 giovani pellegrini lungo la via Matildica del Volto Santo per nove giorni di cammino, percorrendo oltre 220 km da Novellara a Lucca. Il nostro arrivo di venerdì è stato chiassoso, certo, perché i ragazzi hanno espresso tutta la loro gioia. Niente grida da stadio né insulti o volgarità. Canti e grida di esultanza prima di entrare in cattedrale e celebrare la messa. Per quanto riguarda la fontana azzardo un’ipotesi. Lucca è al centro di tutte le vie di pellegrinaggio più importanti. Forse non è un caso che la fontana della piazza della cattedrale sembri fatta apposta per lavarsi i piedi ai getti laterali e immergerli un momento sedendo sul bordo della vasca. Almeno questo è quello che ha ispirato a noi dopo nove giorni di cammino sotto il sole. Nessuno si è tuffato né è entrato nell’acqua. Soltanto seduti sul bordo immergendo i piedi accaldati e doloranti per qualche minuto. Cantando e gridando di gioia. Può darsi che questo sia vietato da qualche norma, ma non crediamo di aver sfregiato il decoro urbano e ci ferisce essere associati a dei vandali. Non abbiamo rovinato né sporcato nulla. Chiedo scusa se in qualche modo abbiamo urtato la sensibilità dei lucchesi che ci hanno ospitato con accoglienza e simpatia. Grazie della attenzione». —
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