Gazzetta di Reggio

Reggio

la vittima 

«Mi ha strappato la collana poi si è messo a bere la Fanta»

AM.P.

Già al lavoro la cassiera 40enne  aggredita dai due malviventi:  «Mi ha chiesto anche la borsa. Ho avuto paura per il mio uomo che mi aspettava fuori in auto»

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reggio emilia

«Il tempo passava – mi è parso un tempo lunghissimo, anche se è durato in tutto 8-9 minuti – e io speravo che qualche cliente lanciasse l’allarme, come per fortuna è accaduto. Temevo che il mio compagno, che era fuori, entrasse e che capitasse qualcosa a lui». Ieri era già al lavoro la cassiera dell’Admiral 40enne rapinata.

a fine turno

«Alle 19.37 ho chiamato il mio compagno, dicendogli di aspettarmi all’esterno: avevo finito il turno, stavo uscendo – racconta la donna – Quando sono entrati quei due, subito non abbiamo capito: parevano normali clienti, solo uno teneva la mano dietro la schiena. Finché quest’ultimo non ha girato dietro al bancone del bar, dove mi trovavo, e mi ha spintonato». «Cosa fai? Qui non si può entrare», ha detto l’addetta. Per tutta risposta il bandito ha aperto la porta a vetri della cassa dove si trovava la collega 60enne, ha puntato contro di lei la pistola e ha intimato: «I soldi, i soldi».

Una volta ottenuto il malloppo, i due hanno insistito per la cassaforte temporizzata: «Abbiamo cercato di spiegare loro, invano, che dovevano attendere. Il rapinatore armato non ci credeva, ha voluto che gli mostrassi io quanto tempo mancava: 11 minuti. La mia collega si è messa anche a discutere. Alla fine il bandito ha detto: aspetto».

l’attesa

Nel frattempo ha notato la collana che indossava la 40enne e gliel’ha strappata. «Io, per paura che facesse lo stesso con gli orecchini, li ho tolti e glieli ho consegnati. Quello mi ha chiesto pure la borsetta! Ho protestato: “Cosa fate? Ci sono telecamere dappertutto”. “Stai zitta, zitta”, rispondeva».

Poiché l’agitazione della 40enne aumentava, il bandito l’ha rassicurata: «Stai tranquilla, bevi dell’acqua». «Quando la mia collega ha aperto lo sportello per prendere la bottiglietta, lui si è servito da solo: ha preso una Fanta e si è messo a bere».

Non è stato l’unico elemento surreale. Hanno commesso parecchie ingenuità, i banditi.

«La porta è rimasta aperta e la gente continuava ad entrare, senza contare che c’erano due clienti nel privé (diviso sempre da vetri) a fianco del bar. È pure passato un altro cliente e i banditi non hanno fatto una piega».

I due non devono essersi accorti del cliente egiziano nel privé che, avendo assistito alla scena, ha infilato la porta e ha lanciato l’allarme al 113, dirigendosi di corsa in questura. «Un grazie di cuore alla polizia e un grazie al cliente che ha collaborato», dichiara il 32enne responsabile di sala. «Ha parlato quasi sempre quello con la pistola, l’altro (non muoveva un braccio) taceva – conclude la cassiera – Alle 19.48 i due erano già a terra. Facce già viste in sala. Questa gente deve morire in prigione». —

AM.P.

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