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«Pago l'affitto e non sono un ladro» 

Ad aprire la strada il fenomeno del gruppo “Hakuna Matata”

Ad aprire la strada il fenomeno del gruppo “Hakuna Matata”

La band multietnica guidata dal congolese Guethy Sini, meccanico di bici in stazione, era già diventata famosa con il singolo «Ascoltami»

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reggio emilia

Toni reggae, afro e soul. Una musica molto diversa dallo stile trap di Ayoub Barrani, in arte Sorriso. Ma ciò che accomuna il nuovo fenomeno musicale di via Turri con gli Hakuna Matata, la band capitanata dal congolese Guethy Sini, è proprio il luogo attorno al quale orbitano questi due artisti: la stazione storica di Reggio Emilia.

Una zona considerata dai reggiani come degradata e insicura, eppure capace di tramutarsi talvolta in musa, in una delle tante dicotomie che caratterizza questo quartiere.

Anzi, come nel caso di questi due cantanti, diventa motivo di orgoglio, di identità.

Ad aprire la strada a “Sorriso” è stato, a inizio 2017, appunto Guethy Sini quando ha iniziato a cantare «aggiusto le bici a Reggio Emilia, vicino alla stazione. Non sono un ladro», ritornello del singolo «Ascoltami». La musica, per Sini, è innanzitutto uno strumento di integrazione.

Oltre ad essere anche un modo per restare in contatto con le sonorità della sua terra di origine. Un’integrazione che il giovane porta ancora avanti giorno dopo giorno attraverso il suo lavoro di meccanico di biciclette in piazzale Marconi, davanti alla stazione.

L’ultima esibizione pubblica degli Hakuna Matata è stata qualche settimana fa in piazza Prampolini ma a settembre, racconta lo stesso Guethy, ci saranno novità: «Uscirà un nostro nuovo singolo, a cui dobbiamo ancora dare il nome, in abbinamento al brano già pubblicato “No stress”. Sarà un modo per lanciare l’uscita dell’album, per la quale ci vorrà ancora del tempo». —

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