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Botte e offese per gelosia L’ex non può più avvicinarla

T.S.
Botte e offese per gelosia L’ex non può più avvicinarla

Maltrattamenti: l’operaio denunciato due volte dalla donna medicata in ospedale In aula lui nega e piange: «Vorrei ricucire e seguire mio figlio, non l’ho picchiata»

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VAL d’ENZA

Lui è un operaio, lei una barista. Sono entrambi piuttosto giovani, sui 24-25 anni.

Dalla loro convivenza, in Val d’Enza, è nato un figlio che ha poco più di un anno. Una famiglia italiana come tante, ma poi “qualcosa” si è rotto nella coppia e la situazione è diventata talmente burrascosa che sono fioccate le denunce (da parte dell’ex compagna) ed è stata aperta un’inchiesta (il pm Valentina Salvi coordina le indagini dei carabinieri).Essendoci un figlio minorenne di mezzo (vittima inconsapevole di quanto sta accadendo) intendiamo tutelarne la privacy, quindi non forniremo l’identità dei due genitori.

COPPIA SCOPPIATA

Da quanto ricostruito dagli inquirenti, da maggio la coppia è scoppiata, la giovane ha un’altra relazione e l’ex compagno è roso dalla gelosia: secondo quanto denunciato, lui non solo offende l’ex convivente, ma pure la picchia. Tensioni che hanno portato a due denunce. La prima riguarda domenica 5 agosto: la barista rientra a casa piuttosto tardi e sa che lì l’attende l’ex compagno che sta accudendo al figlio. Ma appena entrata le arriva un messaggio sul telefonino, il che fa a dir poco ingelosire l’operaio che le strappa il cellulare e fa di tutto affinché non possa riprenderselo. Frizioni che sarebbero divenute botte – come mercoledì 8 agosto – e in entrambi i casi la donna è poi andata all’ospedale Magati di Scandiano per farsi medicare (da cui poi è stata dimessa con certificati di alcuni giorni di prognosi). Due denunce ravvicinate che fanno scattare la misura precautelare di allontanamento dalla casa familiare – per lesioni – dell’ex convivente. Una “sterzata” che porta l’ex compagno davanti al giudice Cristina Beretti per l’udienza di convalida a Reggio Emilia.

LACRIME E FOTO

In aula lui appare provatissimo, piange, oltretutto emerge in udienza che esce da un periodo non facile a causa di una malattia piuttosto seria. Ammette la gelosia e i litigi, ma non pugni e schiaffi. Agli atti vi sono una serie di fotografie fornite dall’ex compagna che illustrano le recente lesioni. Il pm Salvi chiede il divieto di avvicinamento dai luoghi frequentati dalla donna, misura a cui s’oppone l’avvocato difensore Andrea Davoli che parla di situazione difficile per il suo assistito che esce da una malattia, vuole crescere il figlio e ha cercato, non riuscendovi, di riconciliarsi con la donna che ama. Al termine dell’udienza l’operaio risulta ora accusato di maltrattamenti (il reato è stato riqualificato) e non può avvicinarsi all’ex compagna ed ai suoi congiunti (lei è tornata a casa dei genitori).

Una vicenda tutt’altro che chiusa sul piano investigativo, anche da parte della difesa che vuole vederci chiaro su alcuni “passaggi” di questa storia d’amore entrata in una crisi che sembra irreversibile. —

T.S.

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