Mercatone uno ceduto alla Shernon Holding
È un gruppo creato da imprenditori italiani e stranieri In vista c’è un riassetto organizzativo per la catena
RUBIERA
È ufficiale il cambio di proprietà del punto vendita rubierese del Mercatone Uno. I 44 dipendenti dello storico negozio sulla via Emilia passano sotto alla società Shernon Holding assieme a circa duemila loro colleghi.
A Rubiera l’attività non si è mai interrotta, pur con ritardi nei pagamenti, e ora proseguirà con una forte riorganizzazione, che prevede un impiego part-time per gran parte dei lavoratori e delle lavoratrici. Il passaggio formale è arrivato il 9 agosto, quando i commissari ministeriali che da quasi tre anni amministrano il gruppo imolese del settore arredamento hanno firmato la cessione di 55 punti vendita, del marchio, della sede centrale e della struttura amministrativa di Mercatone Uno alla Shernon Holding.
LA NUOVA PROPRIETA’
L’acquirente è una nuova realtà costituita ad hoc a fine 2017 da un gruppo di imprenditori italiani e stranieri e detenuta a propria volta da una società maltese. I partner sono tre aziende del settore arredamenti, la polacca Black Red White, la turca Dogtas Kelebek e l’italiana 13Casa. La Shernon si è impegnata a conservare 2.019 posti di lavoro, dopo aver raggiunto un accordo in questo senso coi sindacati a luglio. Condizione vincolante è però il passaggio al part-time per la maggioranza delle maestranze. Al momento la rete Mercatone Uno era composta da 68 punti vendita. I 13 non acquisiti dalla Shernon sono statti assorbiti da Cosmo, società titolare del marchio di moda Globo. Con queste cessioni, in totale sono stati garantiti i posti di lavoro per 2.304 dipendenti, circa l’85% del totale degli occupati, come richiesto dal ministero ai tre commissari straordinari Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari.
Per le persone che ad ora non hanno potuto ottenere una nuova collocazione, rimangono alcuni mesi di speranza. I commissari rimarranno al loro posto sino al gennaio 2019 e in questo lasso di tempo si cercherà di arrivare ad altre cessioni o a procedure facilitate per ottenere “scivoli” verso la pensione o verso gli ammortizzatori sociali superstiti.
Per quanto riguarda Rubiera, la grande paura è passata, certo, ma il futuro è tutto da costruire. Il riassetto organizzativo sarà abbastanza complesso, una prima bozza prevedeva lavoro a tempo pieno per sei addetti e un tempo ridotto per tutti gli altri assunti, con tutti gli inevitabili cambiamenti a livello di orari e retribuzione. Un passaggio non semplice e non breve. —
ADR.AR.
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