Gazzetta di Reggio

Reggio

il colpo alla sala slot 

Il gip si riserva sull’arresto dei due rapinatori

I due indagati hanno offerto la loro versione: il giudice Ghini, dopo l’udienza di ieri in carcere, ha rimandato la decisione

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REGGIO EMILIA

La convalida dell’arresto sembra scontata, ma sulla misura dell’arresto in carcere il giudice per l’indagine preliminare Giovanni Ghini si è preso del tempo prima di decidere.

Il gip, infatti, si è riservato in merito alla misura del carcere al termine dell’udienza di convalida del duplice arresto per l’assalto – sabato nel tardo pomeriggio – alla sala-slot “Admiral club” di viale Piave.

I due indagati hanno parlato davanti al gip, offrendo quindi dichiarazioni e ricostruzioni ora al vaglio del tribunale, che ha effettuato ieri mattina l’udienza nel carcere reggiano della Pulce.

RESTANO IN CARCERE

Per ora, comunque, i due rapinatori resteranno in cella. Su di loro pesano prove di un certo peso. Sono finiti in manette, in flagranza di reato, per rapina pluriaggravata e continuata a mano armata in concorso. Si tratta poi di una doppia rapina: all’attività e alla dipendente, costretta a consegnare l’oro che indossava.

GLI ACCERTAMENTI

Per ora si sa che si tratta di due stranieri irregolari sul territorio italiano. Uno è un 34enne, tunisino che gravitava su Bologna, dove ha commesso diversi reati (spaccio e rapina).

L’altro, più giovane, 27 anni, è un marocchino senza precedenti, con una segnalazione per immigrazione clandestina. Il primo è difeso dal legale Debora Corradini, il secondo dall’avvocato Noris Bucchi.

Entrambi gli indagati, come detto, non si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Anzi, hanno offerto la loro versione dei fatti, oggetto ora della decisione con riserva da parte del gip.

LE TESTIMONIANZE

A mettere le manette ai polsi dei due rapinatori è stato un agente della Squadra Volante: l’assistente capo Maurizio Farina ha immobilizzato e bloccato i due malviventi a volto scoperto che si fingevano clienti di passaggio, assicurando così alla giustizia i due rapinatori, mentre il collega Emanuele Cervelli era alla guida dell’auto della questura e aspettava.

In pochi istanti, dallo sguardo terrorizzato delle due addette, Farina ha compreso la situazione e li ha ammanettati, nonostante colui che ha parlato avesse in tasca una pistola con il colpo in canna, pronta a sparare. I due rapinatori sono stati quindi riconosciuti e le indagini non sono finite, perché i due potrebbero aver colpito altre volte nel Reggiano. Il particolare delle fascette da elettricista fa ipotizzare che i due possano essere gli stessi autori del colpo all’altro “Admiral” di via Daniele da Torricella. —

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