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Dopo l’appello sulla Gazzetta i ladri riportano l’auto rubata alla donna incinta

Cristina Fabbri
Dopo l’appello sulla Gazzetta i ladri riportano l’auto rubata alla donna incinta

Alcuni giorni dopo il furto subìto, il pallavolista Davide Bassoli e la moglie ritrovano il loro veicolo parcheggiato davanti a casa

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REGGIO EMILIA. Che un ladro decida di mettersi una mano sul cuore e di restituire il bottino parrebbe la conclusione di una bella favola. E invece è andata proprio così.

A San Bartolomeo la famiglia Bassoli ha ritrovato l’auto che le era stata rubata nella notte tra domenica e lunedì: il ladro (o la banda) l’ha riportata la notte di Ferragosto parcheggiandola nel vialetto dell’abitazione dei Bassoli, in via Freddi.

Il ladro aveva forse bisogno di un’auto con cui passare il ferragosto? O forse la gravidanza di Tamara, moglie del pallavolista Davide Bassoli, e che vi abbiamo raccontato sul giornale, l’ha fatto intenerire? Chi lo sa. Certo è che un ladro gentiluomo è davvero una storia incredibile.

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A raccontare l’accaduto è Bianca, moglie di Giuliano Bassoli (presidente del Centro Volley Reggiano) e madre di Davide Bassoli, giocatore di pallavolo che la scorsa stagione ha giocato nella Campeginese. «Da quando ci hanno portato via l’auto, una Mazda Sei nera, ogni macchina che ho visto passare in questi giorni ho sperato che fosse la nostra – racconta – me la sono sognata anche di notte. Così stamattina (ieri, ndr) verso le 7.30 quando sono uscita di casa per andare a fare una passeggiata e ho visto l’auto parcheggiata nel vialetto di casa, ho pensato: “Sto sognando ancora”. Ho chiamato subito mio marito e mio figlio».

Era anche parcheggiata bene, le chiavi inserite e il seggiolino dell’altra bambina ancora montato. Non mancava niente. «Hanno solo usato la benzina, visto che era quasi a secco. Credo di dovervi ringraziare. Forse hanno letto proprio l’articolo nel quale avete raccontato che Tamara è incinta, il nostro dispiacere e la paura. Ancora stentiamo a crederci».

La famiglia Bassoli è così tornata dai carabinieri per informarli dell’accaduto. Anche i militari sono rimasti esterrefatti. «Ci hanno detto che è la prima volta che sentono una cosa del genere». A volte, il lieto fine non si trova solo nelle favole.

 

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