«I resti di Campani ci sono I parenti sono stati informati»
Il sindaco Bini chiarisce il caso della tomba scomparsa dal cimitero del paese «Non abbiamo trovato i parenti, da regolamento l’esumazione si può fare»
castelnovo monti
«La vicenda della sepoltura scomparsa di Dannunzio Campani? È semplicemente una storia che non esiste». Parola di sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini che a breve risponderà alla lettera degli avvocati Valter Azzolini e Noris Bucchi ricevuta l’11 agosto scorso, e nella quale chiedono conto della sparizione di tomba e resti mortali di, appunto, Dannunzio Gabriele Campani, morto 25 anni fa e seppellito sul lato destro del camposanto a una cinquantina di metri dall’ingresso.
L’ESUMAZIONE
«Dico che la vicenda non esiste – prosegue Bini – semplicemente perché i resti di Campani sono conservati in un luogo apposito nel cimitero di Castelnovo, dove mettiamo tutti i corpi che esumiamo, e perché abbiamo già comunicato alla famiglia dove si trovino e che sono a loro completa disposizione».
A denunciare la scomparsa di tomba e corpo è stata, nei giorni scorsi, la figlia di Dannunzio Campani, Graziana, il cui marito una settimana fa si è recato sulla tomba dello suocero senza trovarla: volatilizzate lapide, bara e tutto il resto. La rabbia è montata fino a rivolgersi agli avvocati. «Oltretutto – ha fatto presente Graziana – nessuno ci ha avvertito».
Il caso scoppia mercoledì 8 agosto: «Mi ha contattato – spiega Bini – la nipote della persona deceduta, Daniela Luini, signora che conosco perché assieme abbiamo organizzato eventi sulla legalità. Il giorno dopo (giovedì 9 agosto, ndr) sono andato in Comune per capire cosa fosse accaduto. Ho parlato con il dirigente dei servizi cimiteriali e mi ha spiegato che, in seguito alla campagna di esumazioni che abbiamo iniziato già da qualche tempo, i resti di Campani erano stati portati nella sezione del cimitero nella quale conserviamo per un anno, con documentazione e foto del deceduto, i resti che rimangono per qual lasso di tempo a disposizione dei familiari». La comunicazione viene data ai familiari ma l’11 agosto in Comune arriva la lettera degli avvocati: «E non nego – dice Bini – che siamo rimasti stupiti».
LE RICERCHE
C’è una spiegazione, secondo il sindaco, anche sulla mancata comunicazione dell’esumazione. «Non è stato possibile avvertire i familiari – dice – perché a nostra disposizione avevamo solo nome e indirizzo della moglie del morto, deceduta però anche lei nel 2013».
Il dirigente del settore, Giuseppe Iori, ha cercato parenti a Toano e a Villa ma non li ha trovati. «E siccome – afferma Bini – il regolamento consente di procedere all’esumazione anche in caso di mancato reperimento dei parenti, in particolare per sepolture così lunghe, abbiamo proceduto». E la lapide? Quella è persa per sempre: «Il marmo – conclude il sindaco – viene portato in un grande cassone per essere triturato e trasformato in inerti». —
C.O.
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