Un incarico da 22mila euro per la manutenzione è ancora chiuso nel cassetto
SIMBOLO DI REGGIO REGGIO EMILIAL’immane tragedia di Genova, che inquieta chiunque attraversi un viadotto, impone di fissare l'attenzione anche sulla sicurezza dei tanti ponti antichi e moderni...
SIMBOLO DI REGGIO
REGGIO EMILIA
L’immane tragedia di Genova, che inquieta chiunque attraversi un viadotto, impone di fissare l'attenzione anche sulla sicurezza dei tanti ponti antichi e moderni reggiani. Vengono subito in mente quelli di Calatrava, che suscitarono controversie prima della loro realizzazione per il loro elevato costo e dopo undici anni continuano a gravare sulle finanze comunali per la necessità di tamponare i segni di un precoce degrado. Beninteso, nessuno avanza il sospetto che dietro la loro magnificenza estetica si celino difetti strutturali capaci di determinarne il crollo. Le migliaia di automobilisti e camionisti che li ammirano ogni giorno, transitando sull'autostrada sotto al ponte centrale, non hanno di che temere. Gli stralli d'acciaio sfavillanti che pendono dalla gigantesca arcata non hanno nulla in comune con le soluzioni tecniche adottate da Morandi per sostenere il viadotto collassato. Tuttavia il deterioramento superficiale è evidente. Già era salita alle stelle la parcella dovuta all'archistar, 48 milioni al posto dei 34 preventivati. Le spese per la manutenzione dell'opera sono proporzionate all'esborso iniziale. La necessità di sostituire le molte lampadine che disegnano il profilo della campata, ma una dopo l'altra si bruciano lasciando il ponte nell'oscurità, ha fatto propendere per una soluzione radicale: la loro sostituzione con 1.700 lampade a led che hanno una maggiore durata e consumano il 50% di elettricità in meno. Per il loro acquisto e installazione, portata a termine nel giro di un mese lo scorso 25 aprile, il Comune ha speso 120mila euro. Resta da risolvere, però, il problema della ruggine che avanza, ricoprendo ormai i parapetti dei percorsi ciclopedonali. La magagna non si nota da lontano, ma impressiona chi transita sopra al ponte, compromettendo il decoro di questo simbolo di una città proiettata verso il futuro. Nel novembre del 2015 il Comune aveva elaborato un progetto esecutivo di manutenzione dei tre ponti per una cifra pari a 46mila euro, prevedendo anche interventi di sistemazione degli elementi metallici. Nel dicembre successivo, nell’ambito dello stesso progetto, aveva inoltre conferito un incarico allo studio Seteco Ingegneria Srl di Genova, che per circa 22mila euro aveva il compito di elaborare un piano operativo di programmazione delle attività di verifica e di manutenzione. Tale incarico ha prodotto un corposo documento di qualche centinaio di pagine, ma è rimasto solo sulla carta e chiuso in qualche cassetto del Comune. —
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