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l’affondo di Lapam Confartigianato 

«Altro che la “flat tax” Serve una riforma delle tasse sull’energia»

REGGIO EMILIA«Oltre alla flat tax ci sono altri interventi necessari per ridurre le tasse alle imprese: a cominciare dalla riforma del prelievo fiscale sull’energia. Artigiani e piccole imprese...

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REGGIO EMILIA

«Oltre alla flat tax ci sono altri interventi necessari per ridurre le tasse alle imprese: a cominciare dalla riforma del prelievo fiscale sull’energia. Artigiani e piccole imprese italiane, infatti, pagano l’elettricità 2 miliardi di euro in più rispetto ai loro colleghi europei a causa degli oneri fiscali e parafiscali sui consumi di elettricità che incidono per il 40,7% sull’importo finale in bolletta. Una vera e propria zavorra sulla produttività”.

Così il Presidente Lapam Confartigianato, Gilberto Luppi, denuncia uno dei fattori di costo più penalizzanti per i piccoli imprenditori e sollecita il Governo sulla riforma della tassazione dell’energia per eliminare la disparità di trattamento fiscale che penalizza i consumi elettrici delle imprese rispetto alle grandi aziende.

Secondo Lapam Confartigianato, il divario con l’Europa è destinato a peggiorare visto che, nel terzo trimestre di quest’anno, l’elettricità subirà rincari del 7,6% (+838 euro) rispetto ai tre mesi precedenti e del 5,5% (+618 euro) rispetto allo stesso periodo del 2017, portando a 11.932 euro il costo medio annuo dell’energia per una piccola impresa.

«Le piccole e medie imprese che rappresentano il vero motore del nostro territorio – sottolineaLuppi – pagano di elettricità, in media, 2.753 euro in più all’anno rispetto alle Pmi dell’area Euro. Il costo dell’energia rappresenta un pesante fardello che compromette la competitività delle nostre aziende e ostacola gli sforzi per agganciare la ripresa».

A gonfiare il prezzo dell’energia per le piccole imprese sono accise e oneri generali di sistema che pesano in media per 4.508 euro l’anno sul costo della bolletta. Ma in alcuni settori manifatturieri, come la lavorazione di gomma e plastica, possono anche superare i 18.000 euro l’anno. Si tratta, sostiene Lapam Confartigianato, di un prelievo distribuito «in modo iniquo tra le diverse dimensioni d’impresa». —

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