Banda della bancarotta Confiscati 500mila euro e patteggiati nove anni
reggio emiliaPatteggiamenti per pene complessive di nove anni di reclusione, confisca di un patrimonio costituito da sette società, quattro terreni e 634 diritti immobiliari intestati alle società...
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Patteggiamenti per pene complessive di nove anni di reclusione, confisca di un patrimonio costituito da sette società, quattro terreni e 634 diritti immobiliari intestati alle società riconducibili all’organizzazione criminale, il cui valore (al netto delle passività) ammonta a mezzo milione di euro. Questi, in sintesi, i risultati derivati dall’operazione “Barqueiro” condotta dal nucleo di polizia economico finanziaria di Modena e coordinata dal procuratore capo Lucia Musti e dal pm Marco Imperato.
Nel corso delle indagini, le Fiamme Gialle modenesi individuarono un’associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio internazionale ed altri reati tributari, con basi a Parma, Reggio Emilia ed in Portogallo. L’operazione si concretizzò all’inizio del 2016 col nome di “barqueiro”, parola portoghese che significa traghettatore.
Il barqueiro scoperto dalla Finanza è Marco Pasquali, commercialista di Parma originario di Reggio Emilia, 57 anni, al vertice di questa “holding commerciale” che si occupava di nascondere capitali ai creditori di aziende in dissesto tramite fittizi trasferimenti all’estero, in Portogallo in particolare. L’organizzazione era ramificata in diverse regioni italiane e all’estero, ed era divenuta nel tempo una holding del crimine alla quale altri professionisti e imprenditori italiani si rivolgevano per perfezionare fittizie delocalizzazioni all’estero, che potevano avvenire grazie a una rete di prestanome, al fine di eludere la normativa fallimentare in danno dei creditori delle società interessate.
Non solo, in questo modo potevano spostare capitali dal territorio nazionale ricorrendo a fatturazioni per operazioni inesistenti. Il commercialista reggiano – che ha patteggiato la pena più alta per l’associazione a delinquere e i reati fiscali contestati, 3 anni e 4 mesi di carcere – curava il rientro in Italia di tali somme, riconsegnandole in contanti agli imprenditori coinvolti, attraverso svariate movimentazioni bancarie, anche estero su estero e tra società diverse al fine di ostacolarne la tracciabilità, un vero e proprio traghettatore.
L’operazione portò a 6 misure cautelari in carcere, la denuncia di 33 responsabili e a sequestri per diversi milioni di euro (2 locali di ristorazione, un bar e albergo oltre che 8 società, conti correnti ed immobili). —
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