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Il candidato Davoli attacca sul punto nascite

Il candidato Davoli attacca sul punto nascite

Castelnovo MontiDopo aver annunciato la prossima candidatura alle amministrative 2019 per la Lega a Castelnovo Monti, ora Alessandro Davoli interviene su quello che, c’è da scommetterci, sarà uno dei...

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Castelnovo Monti

Dopo aver annunciato la prossima candidatura alle amministrative 2019 per la Lega a Castelnovo Monti, ora Alessandro Davoli interviene su quello che, c’è da scommetterci, sarà uno dei temi principali della campagna elettorale: la chiusura del punto nascite del Sant’Anna.

«La regione Emilia Romagna, l’assessore alla sanità Sergio Venturi e il presidente Stefano Bonaccini, hanno cercato di giustificare la chiusura per il ridotto numero dei parti, circa uno ogni due giorni; ci sarebbe un problema di sicurezza, dicono» afferma Davoli.

ORGOGLIO MONTANARO

«La verità è un’altra: si è tagliato un servizio essenziale per le nostre donne, e offeso la dignità dei montanari. Da ottobre 2017 non si può più nascere qui in montagna, e la sicurezza delle partorienti è peggiorata. Non credo che sia stato capito quale strappo con i vertici della politica regionale e locale rappresenti questa decisione: noi montanari siamo orgogliosi del nostro territorio, della nostra cultura, della terra dei nostri nonni. Vengono i “piansani” per una veloce gita il weekend, con Stefano Bonaccini che è nato a Modena, Sergio Venturi è nato a Vergato, bassa collina, e il direttore generale Ausl Fausto Nicolini nato a Correggio: non possono capire cosa significhi per una donna in travaglio partire da Succiso e arrivare al Santa Maria Nuova di Reggio. Nella situazione migliore per traffico e meteo, una ambulanza impiega almeno 1 ora e 50 minuti, se invece c’è neve e ghiaccio, oltre due ore e mezzo. Da Cerreto Laghi 1 ora e 30, con la neve due ore e un quarto». Conclude Davoli: «La sicurezza qui è peggiorata. Solo Enrico Bini e i sindaci dei dieci comuni del distretto non ne sono convinti. Grigi “impiegati di partito”, ripetono la linea che gli è stata imposta dai vertici Pd della regione». E rincara: «Dopo il Pd, chi verrà ad amministrarci, Lega e M5S, ne avrà dei danni da riparare. Al primo posto la riapertura immediata dei reparti maternità». —

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