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i dati della CAMERA DI COMMERCIO 

Le ditte reggiane a guida femminile crescono ancora e arrivano a 9.984

Le ditte reggiane a guida femminile crescono ancora e arrivano a 9.984

reggio emiliaContinuano ad aumentare le imprese femminili della provincia di Reggio Emilia. Nel secondo trimestre di quest’anno le aperture di nuove imprese gestite da una donna sono quasi il doppio...

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Continuano ad aumentare le imprese femminili della provincia di Reggio Emilia. Nel secondo trimestre di quest’anno le aperture di nuove imprese gestite da una donna sono quasi il doppio di quelle che hanno scelto di non continuare l’attività: a fronte, infatti, di 112 cessazioni non d’ufficio sono state 207 le iscrizioni registrate nel periodo aprile-giugno 2018 portando così a 9.984 il numero di aziende a conduzione femminile.

Con un tasso di sviluppo dell’1% in tre mesi, come riporta l’ufficio studi della Camera di commercio, la quota di aziende femminili reggiane raggiunge il 18,2% della struttura imprenditoriale provinciale, in lieve crescita rispetto al 18,1% del trimestre precedente, ma ancora oltre due punti percentuali in meno rispetto al dato dell’Emilia-Romagna (20,6%) e più di tre e mezzo se confrontato con quello nazionale (21,9%).

In alcuni settori, però, l’incidenza delle imprenditrici sul complesso della struttura economica reggiana raggiunge punte assai più elevate rispetto alla media. Si tratta, principalmente, di attività del terziario, nel quale le imprese gestite da donne rappresentano complessivamente un quarto del totale.

Servizi alla persona (53,5%) e sanità e assistenza sociale (43%) sono le attività dove le capitane d’impresa incidono maggiormente nel tessuto imprenditoriale provinciale.

In particolare, fra i servizi rivolti alla persona la presenza di aziende “rosa” è prevalente in attività come lavanderie, saloni da parrucchieri e istituti di bellezza (complessivamente il 64,4% del totale) seguita dai servizi di assistenza sociale residenziale e non residenziale (60,8%).

Ma in termini assoluti il commercio resta di gran lunga il settore con la presenza più consistente di donne: 2.476 su 9.984, cioè un’impresa femminile su quattro, con una netta prevalenza (1.768 imprese, oltre il 70% del totale) di attività al dettaglio. Commercio di articoli di abbigliamento e calzature svolto sia in negozio che in forma ambulante, vendita di alimentari e bevande e generi di monopolio (tabaccherie) sono le attività numericamente più consistenti. —

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