«Per chi non va in vacanza è un piacevole luogo di relax»
Pic nic e piedi a mollo per una coppia nordafricana: le spiaggette lungo il fiume sono il solo antidoto alle giornate di gran caldo
castellarano
Nei millenni il corso del fiume, poi modificato artificialmente in diversi punti, ha creato ai suoi due lati rive basse e comode da raggiungere. E questo rappresenta una grande attrazione per chi, per riposarsi, pescare e almeno bagnare i piedi, non vuole farsi chilometri a piedi. I tanti punti di accesso del Secchia ne sono la conferma.
«Per noi è comodo, non so bene se ci sono divieti di balneazione ma d’estate anche qui c’è parecchio caldo, e andare sul fiume è uno dei pochi modi per staccare e stare insieme» racconta una coppia nordafricana con due bimbi piccoli. «Nella zona ceramiche abbiamo trovato lavoro – spiegano – e ne siamo contenti, ogni tanto un po’ di svago ci vuole. Fra turni e impegni coi bimbi siamo sempre in giro, e anche d’estate non abbiamo molte ferie, proprio perché facciamo i turni. Preferiamo accumulare le ferie per tornare al nostro paese quando possiamo. Ma noi non torniamo da tre anni». «Il fiume – concludono – è un modo per rilassarci e riposarci, i bimbi stanno bene e noi ce la godiamo, ci sono tanti boschi dove stare all’ombra se si vuole, e farsi un picnic».
Il Secchia è accogliente ma anche parecchio pericoloso, come ogni fiume con una portata così ampia. Le ultime vittime sono due giovani sorelle marocchine, morte vicino a Sassuolo nel 2015. Le trappole sono tante, fra fondi scivolosi e “buchi” in cui il fondale sprofonda di botto e la corrente aumenta la sua forza. Fino agli anni ’70, al mulino di Bebbio era presente una sorta di gorgo – ora cancellato da un intervento sul corso – in cui diversi ragazzi sono rimasti imprigionati. —
ADR.AR.
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