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Dopo la crisi il “mastodonte” è stato murato contro gli sciacalli. FOTO E VIDEO

Enrico Lorenzo Tidona
Il grande palazzo di via Kennedy tutto vuoto: dai garage agli attici
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Il grande palazzo di via Kennedy tutto vuoto: dai garage agli attici

Reggio Emilia, il grande palazzo di via Kennedy 21 è interamente sigillato. Trenta appartamenti sfitti da anni e che non trovano soluzione

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REGGIO EMILIA. Sfitto, deprezzato, senza più vita e con gli accessi murati per tre piani per evitare abusivi e sciacalli. Si staglia così, per sette piani in stato di semi abbandono, il grande condominio di via Kennedy al civico 21, che dietro ai balconi delle finestre cela muri di cemento, preceduto sul portone principale da una grande grata di ferro arrugginito, con dei mattoni sulle vetrate che fanno velo per ben due piani alla tromba delle scale. L’unico segno di vita è il cartello del vicino circolo del Carrozzone: «Sabato e domenica gnocco fritto».

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Il resto è un involucro vuoto, blindato, divenuto per i vicini di casa motivo di preoccupazione, emblema della crisi immobiliare reggiana, sigillato dalla proprietà – un fondo immobiliare – per porre fine al degrado e nella speranza di poterlo riportare poi in vita. Ma da alcuni anni, dopo essere stato svuotato e murato, il palazzo vive in un oblio che sembra non avere fine, nonostante sia un edificio con 30 appartamenti in una delle zone più servite.

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Il patrimonio.Nei palazzi “gemelli” che sorgono accanto al condominio al civico 21, la vita invece pullula: «Questi sono appartamenti di pregio, di grandi metrature e che abbiamo pagato non pochi soldi negli anni Duemila» ci raccontano alcuni residenti, protagonisti qualche anno fa della battaglia tramite la circoscrizione per strappare il palazzo vicino al degrado imperante. È di quattro anni fa la lettera dell’amministratore del complesso residenziale, Mirko Ferretti, che chiedeva l’intervento dell’allora sindaco Ugo Ferrari: «Non il Bronx ma poco ci manca. Il condominio Meridiana Uno, in via Kennedy 21, rischia di raggiungere un tale stato di degrado da compromette la sicurezza del quartiere».

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Corsa ai ripari. Da lì il richiamo ufficiale e la corsa ai ripari. L’immobile, prima posseduto dalla cassa di previdenza dei ragionieri, è da tempo in mano al fondo immobiliare Scoiattolo, veicolo immobiliare di Bnp Paribas Real Estate, che ha dovuto usare le maniere forti. Non riuscendo più a vendere, il grande condominio con decine di appartamenti era stato oggetto di affitti a privati fatti poi scadere anche per problemi di morosità. Da lì il periodo delle polemiche, con un crescente quadro di desolazione, dettagliato dall’esposto dell’amministratore, che lamentava basculanti delle autorimesse divelte, box pieni di rifiuti organici ed inorganici.

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E poi estintori trafugati, la presenza di cavi penzolanti, la manomissione dei sistemi elettrici e il furto di molte parti interne, con evidenti segni della presenza di abusivi o senzatetto che hanno trovato riparo dietro a quei muri faccia a vista. «Sono stati costretti a svuotare tutto il palazzo e a murarlo. Forse era l’unica soluzione ma con i danni che ha causato all’interno ci vuole un grosso investimento per riportarlo in vita» dice chi abita a pochi metri da quelle finestre in cemento. Vista desolante, per un palazzo cominciato a costruire nel 1995, con lavori poi prolungatisi nel tempo, che lo hanno fatto finire nelle secche della crisi immobiliare, diventata un gorgo che ha inghiottito quella speculazione immobiliare alle porte di Reggio.

L'oblio. Il fondo Scoiattolo si è preso cura in questi anni della manutenzione della struttura. Anche due settimane fa sono stati visti degli operai al lavoro. Nel frattempo il valore di mercato del palazzo è crollato verso i 4 milioni di euro: 133mila euro per appartamento, 1 milione in meno rispetto al 2014. E più passa il tempo e più scende senza senza però trovare ancora chi lo riporti in vita.
 

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