FestaReggio riunisce il popolo del Pd, anche chi è stanco della politica
È ormai tutto pronto alle Fiere per i 21 giorni di kermesse: quasi duemila volontari si alterneranno per dare una mano
REGGIO EMILIA. «Per martedì 21 agosto ce la faremo», dicono i volontari che stanno costruendo fuori e dentro i capannoni delle Fiere la nuova FestaReggio. Quella che dopo tantissimi anni ha lasciato il Campovolo e il nuovo cantiere ha inizialmente seminato sgomento e preoccupazione tra chi era abituato da anni fare le stesse cose. Quest’anno no, è cambiato tutto: location, disposizione dei ristoranti, l’arena spettacoli. È una FestaReggio da scoprire, più funzionale, sicura, percorribile in ogni angolo anche dalle persone disabili e con bagni che non sono più chimici ma in muratura e un parcheggio con 7mila posti auto, a poche decine di metri dall’ingresso di via Filangieri.
Ma sono cambiati, e si avverte, anche l’aria e il clima politico dopo la sconfitta elettorale e l’arrivo del governo Lega-Cinquestelle. Una sconfitta che almeno tra i volontari della kermesse del Pd non è stata del tutto digerita, ma che ha fatto diventare FestaReggio la loro occasione per il rilancio del Pd e di dar sfogo alla voglia di riprendere a confrontarsi.
«La nostra festa – dice Luisa Carbognani – è l’occasione per invitare i reggiani a uscire di casa e se ne hanno voglia a discutere di politica. A questo serve il Punto ascolto Pd che non è sfogatoio o confessionale, ma uno spazio di dialogo e confronto. Così come lo devono essere i dibattiti, un momento di arricchimento».
I volontari anche quest’anno sono tanti e qualcuno, dopo la scoppola elettorale, si è riavvicinato al Pd. Quasi che FestaReggio riesca nell’impresa di unire, pur tra qualche sfottò, quello che la politica e soprattutto la sinistra è riuscita a dividere. E allora, come già avvenuto lo scorso anno negli stand, le differenze tra piddini e sostenitori di LeU si annullano lavorando insieme.
Per ventuno serate consecutive (dal 21 agosto fino al 10 settembre), saranno quasi 2mila i volontari che alterneranno – ma in molti casi sono gli stessi tutte le sere – tra gli stand e i ristoranti (tutti con le distese al coperto). Sei in tutto, oltre ai punti ristoro e ai bar e alla gelateria. Ristoranti intoccabili come il Mauriziano «che hanno mantenuto lo stesso cuoco e lo stesso menù, con cappelletti e tortelli a farla da padrone», ci dice uno degli storici volontari Giorgio Salami, o come il Ventasso e il Gambero Rosso che hanno fatto altrettanto.
Chi ha cambiato tutto invece è la sezione di Correggio che con il ristorante propone carne alla brace e alla piastra. «Ma siamo gli stessi – precisa Claudio Catellani – quelli che tutto l’anno svolgono volontariato e attività a Correggio dove ancora oggi ci sono famiglie intere che danno una mano».
Chi è rimasta se stessa e da 23 anni è sempre dietro il bancone della reception a rispondere al telefono e ad accoglierti con un sorriso è Aurora Predieri. «I primi giorni mi sono sentita un po’ persa, ma sono sicura diventerà la festa più bella di tutte». Tra le novità l’area riservata ai giovani in cui stanno ancora lavorando Daniela Console e Alessandra Cervetti che tutte le sere o quasi saranno al Madiba.
«Siamo già cariche in attesa dell’arrivo di Cosmo e degli Zen Circus e siamo convinte che ci saranno tanti giovani, sia in servizio, sia per gli spettacoli e i concerti», ci raccontano. FestaReggio resta un mix imprescindibile tra giovani e vecchi militanti. Come Giorgio Campioli che vorrebbe essere allo stand Uisp di cui è stato presidente per sette anni, ma che invece dovrà seguire tutte le sere la sottoscrizione interna a premi che ha sostituito la Pesca Gigante. «Quest’anno – spiega – tutte le 21 serate alla Balera, l’ingresso resta gratuito, ma ci sarà una sottoscrizione e l’estrazione di premi alle 22.30».
«La prima settimana sarà la più difficile: la macchina va rodata e una parte dei volontari è ancora in ferie, poi entreremo a pieno regime e speriamo che i reggiani apprezzino la novità» dicono i responsabili, mescolando timori e speranze. «In questa direzione – conclude Matteo Panari – va vista la presenza di tre cene a scopo benefico e gli stand di 23 associazioni di volontariato, tra cui Medici senza Frontiere». —
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