Viaggio della speranza stipati come bestie
Su un furgone noleggiato nel Reggiano trasportava 59 persone: fermato in Croazia e arrestato il conducente italiano
REGGIO EMILIA
Viaggiavano stipati come bestie, all’interno di un furgone da traslochi noleggiato nel Reggiano – dalla ditta DG Service di Sant’Ilario, che conta circa 250 mezzi – con il sogno di entrare nella zona Schengen, molto probabilmente diretti in Italia o forse in Austria.
Si avvicina molto a quelle tipiche delle tratte di esseri umani l’immagine che, venerdì scorso, si è presentata agli occhi degli agenti della polizia di Korenica, una cittadina della Croazia non lontana dal confine con la Bosnia, quando hanno fermato il furgone “reggiano” e hanno aperto le porte del cassone del mezzo – che viene utilizzato solitamente per i traslochi – per vedere cosa venisse trasportato.
Ammassati uno contro l’altro, in uno spazio vitale ridotto al minimo (o forse anche meno) e senza finestrini dai quali far entrare aria fresca, viaggiano 59 migranti illegali, tra i quali 15 siriani e 40 pachistani, che speravano di raggiungere l’Italia attraverso la Croazia, dopo esser partiti dalla Bosnia ed Erzegovina e attraversato la Slovenia. Il conducente del mezzo noleggiato a Calerno – un italiano di cui non sono state rese note le generalità, ma solo l’età: 32 anni – è stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
E mentre la polizia croata prosegue le indagini, per capire quale fosse la destinazione dei migranti e per chi lavorasse il conducente, i titolari della ditta DG Service di Sant’Ilario – che si sono detti all’oscuro della vicenda e che, fino a ieri mattina, non sapevano che un loro furgone fosse stato fermato (vedi il pezzo sotto) – aspettano ancora una chiamata dalle autorità croate per capire se il mezzo è stato posto sotto sequestro e come fare a recuperarlo.
Che la cosiddetta rotta balcanica dei migranti non si fosse mai esaurita del tutto lo dimostrano i fatti di queste ultime settimane, con un crescente numero di profughi che cercano di transitare dalla Bosnia-Erzegovina, attraverso la Croazia e la Slovenia, per dirigersi in Italia o in Austria. E se i rifugiati continuano ad avere sempre meno denaro con sè, è altresì provato dalla polizia di frontiera della Slovenia che è aumentata l’offerta di passeur.
Non una rete ben organizzata, non una cupola che dirige gli affari e i transiti, bensì si è creato un folto manipolo di trafficanti di essere umani fai-da-te, assolutamente dilettanti e sprovveduti. La prima conseguenza di tutto ciò è stata una caduta dei prezzi. Se solo pochi mesi fa un “passaggio” dalla Bosnia-Erzegovina in Croazia costava mille euro a clandestino, oggi si viaggia dai 100 ai 300 euro.
Dall’ inizio del 2018 la polizia slovena ha già arrestato 119 trafficanti di esseri umani mentre l’anno precedente a finire in manette per lo stesso reato sono stati in 126. —
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