Un condominio emblema della crisi
Dopo la crisi il “mastodonte” è stato murato contro gli sciacalli. Sfitto, deprezzato, senza più vita e con gli accessi murati per tre piani per evitare abusivi e sciacalli. Il grande condominio di...
Dopo la crisi il “mastodonte” è stato murato contro gli sciacalli. Sfitto, deprezzato, senza più vita e con gli accessi murati per tre piani per evitare abusivi e sciacalli. Il grande condominio di via Kennedy al civico 21, che dietro ai balconi delle finestre cela muri di cemento, è un involucro vuoto, emblema della crisi immobiliare reggiana, sigillato dalla proprietà per porre fine al degrado e nella speranza di poterlo riportare poi in vita.
Appartamenti costruiti e pensati come alloggi di un certo pregio, dai mini fino agli attici, che poco più in là, nei palazzi gemelli, sono arredati con giardini pensili. È di quattro anni fa la lettera dell’amministratore del complesso residenziale, Mirko Ferretti, che chiedeva l’intervento dell’allora sindaco Ugo Ferrari: «Non il Bronx ma poco ci manca. Il condominio Meridiana Uno, in via Kennedy 21, rischia di raggiungere un tale stato di degrado da compromettere la sicurezza del quartiere».
L’immobile, prima posseduto dalla cassa di previdenza dei ragionieri, è da tempo in mano al fondo immobiliare Scoiattolo, veicolo immobiliare di Bnp Paribas Real Estate, che ha dovuto usare le maniere forti.
Non riuscendo più a vendere, il grande condominio con decine di appartamenti era stato oggetto di affitti a privati fatti poi scadere anche per problemi di morosità. Da lì lo svuotamento totale e la chiusura.
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