Gazzetta di Reggio

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«Invece che costruire ancora recuperate il palazzone vuoto»

Enrico Lorenzo Tidona
«Invece che costruire ancora recuperate il palazzone vuoto»

Reggio Emilia, appello di Fantuzzi a sindaco e giunta: «Sta per partire l’ennesimo cantiere Riqualifichiamo via Kennedy invece che costruire i 52 alloggi in via Settembrini»

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REGGIO EMILIA. Sette piani, otto con i garages interrati, con una trentina di appartamenti sfitti da anni e murati alle finestre e alle porte con i mattoni dalla proprietà per evitare che il degrado abbia la meglio. È il grande palazzone di via Kennedy 21 – nel quartiere Carrozzone, alle porte di Reggio – di proprietà del fondo immobiliare Scoiattolo, ultimo a essere costruito di tre palazzi gemelli, unico rimasto invenduto a causa poi della crisi e che da anni attende di essere riqualificato per tornare a nuova vita in un contesto ben servito.

Un “mastodonte” raccontato in un precedente servizio sulla Gazzetta, preso ora in oggetto da Francesco Fantuzzi di Reggio Città Aperta, che propone a sindaco e giunta – promotori in questi anni della politica della riduzione del consumo di suolo – di riqualificare quel condominio invece che costruire le decine di appartamenti previsti in via Settembrini. «Dopo gli annunci dello scorso anno, a settembre partirà l’ennesimo cantiere edile – dice infatti Fantuzzi – quello per la realizzazione di quattro palazzine tra via Caduti in missione in pace e via Settembrini, per un totale di 74 appartamenti. Di questi 52 saranno realizzati in edilizia agevolata e affittati a canone calmierato, 22 andranno al mercato. Premesso che l’edilizia pubblica in convenzione è in linea generale un’iniziativa lodevole, nella nostra città, lo osservo con rammarico, rappresenta una follia».

Fantuzzi ricorda che «a Reggio Emilia esistono ancora oltre 17.000 appartamenti vuoti, frutto delle dissennate politiche urbanistiche del duo Spaggiari-Delrio, politiche di cui oggi la città intera paga le conseguenze in termini ambientali e che rappresentano un insulto a chi necessita effettivamente di edilizia popolare perché versa in difficoltà economiche».

Ebbene, con oltre 17.000 appartamenti vuoti, «questa giunta del cemento e della propaganda pensa di realizzarne altri 72, di cui 22 oltretutto destinati alla vendita. Perché dunque non puntare a riutilizzare quanto già edificato? Quali reali interessi si stanno tutelando dietro l'accattivante cortina dell'edilizia agevolata? Non intendendo essere meramente critico ma propositivo, lancio dunque una proposta: invece di consumare altro suolo verde in una delle città più cementificate e inquinate d'Italia, si punti alla “riqualificazione” (termine assai caro a sindaco e all’assessore Pratissoli) del palazzo di via Kennedy 21, come noto interamente sfitto: 30 appartamenti già pronti al posto dei 52 da realizzare in edilizia agevolata.

Un immobile invenduto da anni, attualmente in preda al degrado e che rappresenta oltretutto un problema in termini di sicurezza. Sindaco Vecchi, assessore Pratissoli, non possiamo permetterci altro consumo di suolo, anche per finalità apparentemente apprezzabili. Siate coerenti con la vostra filosofia della “riqualificazione” e della “rigenerazione” e dimostrate che la salute di cittadine e cittadini è realmente una vostra priorità». —

 

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