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Moli a pezzi a Genova, faro su Coopsette. La Corte dei Conti: danni per 5 milioni

Enrico Lorenzo Tidona
Uno dei moli distrutti nonostante i lavori di riqualificazione, l'appalto era stato assegnato nel 2011 a Coopsette
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Uno dei moli distrutti nonostante i lavori di riqualificazione, l'appalto era stato assegnato nel 2011 a Coopsette

Reggio Emilia, l’inchiesta ora ha un indagato genovese: gli eventuali reati destinati alla prescrizione. Mano pesante dei giudici contabili

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REGGIO EMILIA. La vicenda dei moli squarciati un anno fa al porto di Genova tira in ballo la Coopsette, alla quale nel 2011 erano stati affidati gli appalti di riqualificazione. Opere collassate nell’agosto del 2017, facendo scattare poi un’indagine nella quale è stato iscritta ora una persona nel registro degli indagati. Si tratta dell’ex capo dell’ufficio tecnico di Autorità Portuale di Genova, Andrea Pieracci. La coop di Castelnovo Sotto non risulta indagata, ma le Fiamme Gialle stanno scandagliando l’iter e i lavori dell’appalto. A calcare la mano infatti in questi giorni è stata la Corte dei Conti, che per questa vicenda ha calcolato un danno per 5 milioni di euro.

L’INDAGINE . A Coopsette (ora in mano al commissario Giorgio Pellacini) era andata l’opera bandita a gara per 12 milioni di euro, assegnata però per 7 milioni alla coop rossa reggiana con un ribasso del 48%. Successivamente, era stata approvata una variante costata altri 12 milioni. Vicenda complessa, ma che alla luce degli squarci ha gettato sospetti sull’appalto che prevedeva il prolungamento di Ponte dei Mille, la ristrutturazione di Ponte Andrea Doria e gli adeguamenti ai ponti Colombo e Assereto.

Il progetto prevedeva inizialmente che le banchine fossero poggiate su palafitte, per resistere ai vortici delle eliche e protette dai cosiddetti massi guardiani. In corso d’opera, però, l’ufficio tecnico di Autorità Portuale approvò la variante. Poi fu suggerito di evitare le palificazioni usando invece dei cassoni di cemento affondati, riempiti di materiale proveniente dai dragaggi. Tutto raccontato dal carteggio preso in carico dai militari del Roan (Reparto Operativo Aero Navale a cui è stata affidata l’indagine) della Finanza a Palazzo San Giorgio e a Ponte dei Mille, sede di Stazioni Marittime, società partecipata dall’Autority, che gestisce le banchine per i passeggeri.

REATI penali PRESCRITTI. Questo filone penale, però, essendo trascorsi più di 6 anni dalla commissione degli eventuali reati di turbativa d’asta, falso e abuso d’ufficio, va in prescrizione. Storia diversa invece per la Corte dei Conti, che ha aperto un fascicolo, ipotizzando un danno erariale allo Stato di circa 5 milioni di euro e per il quale potrebbe chiamare in causa gli attori dell’epoca. L’ingegnere Pieracci, nel 2016, fu accusato di abuso d’ufficio e condannato a un anno di reclusione (con la sospensione condizionale) e all’interdizione dai pubblici uffici. È stato licenziato, ma ricorda: «Non mi sono mai occupato direttamente degli appalti a Coopsette. Inoltre, fino al febbraio 2015 non si è verificato alcun danno». Dopo è stato sostituito. —

 

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