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«Noi non c’entriamo Contatteremo le autorità croate»

«Noi non c’entriamo Contatteremo le autorità croate»

Parla il titolare dell’azienda di noleggio furgoni dopo l’arresto di un cliente in Croazia con clandestini stipati: si tratta di un 34enne di Parma

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SANT’ILARIO

È ancora in vacanza Giambattista Di Tingo, titolare della Dg Service, l’azienda di noleggio furgoni finita suo malgrado al centro della notizia di cronaca che è arrivata nel week end dalla Craozia: l’arresto di un uomo che era alla guida di un suo furgone e che trasportava 59 stranieri.

«Le autorità croate ancora non ci hanno contattati, ma appena tornerò dalle ferie sarà mia cura farlo, perchè noi in questa storia non c’entriamo niente» spiega l’imprenditore.

Le notizie che sono arrivate dal confine sono scarne. Si sa solo che è stato arrestato un uomo di 34 anni che risulta essere residente in provincia di Parma: è lui che ha noleggiato il furgone nell’azienda di Calerno. Un cliente nuovo, spiegano da Calerno.

IL FLUSSO

Le informazioni diramate dalla polizia di Korenica parlano del fermo per controlli del furgone targato Reggio Emilia, di quelli da trasloco, e del rinvenimento nel cassone di ben 59 persone, stipate in piedi: tra i quali, 15 siriani e 40 pachistani che speravano di varcare il confine e raggiungere l’Italia, dopo essere partiti dalla Bosnia ed Erzegovina, attraverso la Slovenia. Il conducente è stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Si tratta della rotta balcanica dei migranti che in queste ultime settimane avrebbe conosciuto un crescente numero di profughi che cercano di varcare il confine.

Solo pochi mesi fa, un passaggio costava qualcosa come mille euro a clandestino. Oggi pare si viaggi tra i 100 e i 300 euro. Le conseguenze però per chi lo fa, possono essere anche molto gravi. —

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