Case popolari e alloggi a giovani Pronti a partire due cantieri
In via Settembrini previste quattro palazzine per un totale 74 appartamenti Altre 40 abitazioni saranno invece realizzate nel quartiere Compagnoni
Aumenterà sensibilmente l’offerta di alloggi per le fasce sociali meno abbienti e per il ceto medio impoverito, grazie a due interventi, da tempo preannunciati, che prenderanno il via a settembre. Sono 114 i nuovi appartamenti che dovrebbero essere completati a tale scopo all’inizio del 2020. Si tratta, però, di due iniziative diverse, benché concepite entrambe sotto l’egida del Comune con la finalità del “social housing”.
La prima, di carattere essenzialmente privato, sta per essere avviata in via Settembrini ed è destinata soprattutto alle giovani coppie e, in generale, a famiglie che stentano ad accedere al libero mercato, ma non vivono in condizioni di disagio tali da entrare nelle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica, cioè delle case popolari. Il progetto prevede la realizzazione di quattro palazzine di tre, quattro o cinque piani per un totale di 74 alloggi tra i 60 e 100 metri quadrati. Ne saranno affittati 52 a canone calmierato, mediamente pari a 350 euro mensili, mentre gli altri 22 saranno venduti a prezzi convenzionati, inferiori del 30% a quelli di mercato. L’operazione fa seguito all’accordo del 2015 tra il Comune, Acer e Cassa Depositi e Prestiti. I nove milioni necessari per attuarla sono forniti dal fondo Iccrea Banca Impresa, partecipato al 60% dalla Cassa Depositi e Prestiti.
Il progetto insiste su un’area di cui era già prevista l’urbanizzazione. Si sviluppa su quattro lotti in via Missione di Pace, via Settembrini e via Reggiani. Gli edifici saranno dotati di teleriscaldamento con un’unica centrale termica, ma con la contabilizzazione autonoma dei consumi per i singoli alloggi. Avranno spazi condominiali quali deposito bici, lavanderia-stenditoio, spazio rifiuti, oltre ad una sala giochi comune, con la possibilità per ogni appartamento di più posti auto e box privati nelle aree cortilive.
I fabbricati saranno realizzati secondo moderni criteri anti-sismici e in classe energetica regionale A1. Saranno dotati di tutte le più moderne tecnologie e l’intero complesso, comprese le aree cortilive, sarà accessibile e ulteriormente adattabile per le persone diversamente abili. Secondo i termini dell’intesa, la gestione e l’amministrazione condominiale saranno affidate ad Acer. Ciò è bastato per suscitare nei vicini il timore che la zona subisca un degrado sociale e un deprezzamento immobiliare. Si tratta, però, di un intervento destinato non a un’utenza disagiata e problematica, ma a famiglie capaci di mantenere livelli decorosi di esistenza.
È propriamente di edilizia residenziale pubblica invece il cantiere che si sta aprendo in via Compagnoni. Il Comune vi realizzerà, con quasi cinque milioni di finanziamenti propri, statali e regionali, due palazzine per 40 alloggi, che con la gestione Acer verranno affittati a canone sociale, mediamente 128 euro al mese. Si tratta del completamento del piano decennale di risanamento del quartiere. Altri edifici erano già stati ristrutturati. Questi due erano stati demoliti e verranno ricostruiti dalle fondamenta con caratteristiche di migliore qualità, rispondenti agli attuali standard abitativi.
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