FestaReggio riparte delle lotte operaie «Costruire insieme un futuro migliore»
Al taglio del nastro rievocata la storia delle Reggiane Costa: «Dovremmo sempre ricordare chi siamo stati»
REGGIO EMILIA
Sul maxi schermo che sovrasta il palco, davanti alla folla in attesa dei fuochi danzanti che hanno aperto FestaReggio, le storie degli ex operai delle Reggiane che per un anno, nel 1950, occuparono la fabbrica per salvare i posti di lavoro. Nelle loro parole, più che il racconto di quella lotta, ciò che risalta è la risposta della città, anzi di un intero territorio: la comunità si era stretta in un grande abbraccio di solidarietà con quelle famiglie senza più un reddito. Chi regalava farina, chi vestiti, chi visitava i malati gratuitamente.
La suggestione
È dal racconto di quella Reggio del passato che ieri è partito il messaggio del segretario provinciale Pd, Andrea Costa, lanciato dal palco davanti ai tanti visitatori di FestaReggio: «Che storia stupenda. C’era passione, orgoglio, comunità, i fornai che danno il pane a credito. I contadini che regalano i polli. Deve essere stata bellissima quella Reggio. Dovremmo ricordarcelo anche noi, ogni giorno, che grandi siamo stati. E che grandi potremmo essere se solo ricominciamo a sognare insieme un futuro migliore. Per farla breve: stòm a moc!». Un messaggino inviato via WhatsApp a una ipotetica chat che comprendeva tutti coloro che hanno voluto essere presenti all’apertura della festa.
programma e obiettivo
Recuperare il senso delle sfide da vincere è il grande filo rosso lungo cui si sviluppa il programma politico e culturale dell’edizione 2018 della kermesse, per la prima volta dopo oltre 30 anni alle Fiere di Mancasale. Un obiettivo che lo stesso Costa aveva già anticipato: «Se scompare l’idea che è solo insieme che si possono compiere le grandi conquiste, quelle che valgono per me oggi e per i miei figli domani, allora la società è destinata a fallire nel giro di poco. Bisogna creare consapevolezza, condivisione e un grande coinvolgimento popolare attorno a una idea differente del mondo». Un appello ai reggiani a ricordarsi di cosa sia fatto il loro Dna, con riferimenti alla storia: quella delle cosiddette “teste quadre” fatta di passione, cooperazione, solidarietà e grandi vittorie per l’affermazione di diritti e per la creazione di un benessere diffuso. «Reggio è meglio di come la vogliono far diventare, deve credere in se stessa», così si è congedato Costa dal pubblico prima di dare il via allo spettacolo pirotecnico. —
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