Gazzetta di Reggio

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La terra trema e fa ancora paura Scossa di 3.7 ma senza danni

Cristina Orsini
La terra trema e fa ancora paura Scossa di 3.7 ma senza danni

L’epicentro a San Tomaso della Fossa alle ore 2.33 La memoria torna ai danni provocati da quello di 22 anni fa

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bagnolo

Alle 2.33 e 45 secondi di ieri migliaia di occhi, tra Bagnolo, Novellara, Correggio e gli altri paesi lungo la faglia della pianura reggiana, si sono aperti all’unisono e all’improvviso. La mente, ancora intorpidita dal sonno, è precipitata nell’inferno di 22 anni anni fa, nel 1996, quando il terremoto sembrò interminabile e i muri crollarono. E a quello più recente e devastante nella Bassa, del 2012. Secondi di terrore quelli di ieri notte che per fortuna non hanno avuto le stesse conseguenze. Il terremoto con epicentro a San Tommaso della Fossa, una manciata di case tra Bagnolo e Novellara, di magnitudo 3.7 a una profondità di 9 chilometri (inizialmente l’Ingv la dava a 3.9 poi è stata ricalcolata), ha risparmiato case, monumenti, scuole e soprattutto essere umani.



Le scosse sono state due, la prima più intensa, appunto, alle 2.33, quella successiva alle 3 e 7 minuti di magnitudo 2.2, con una profondità di 3 chilometri e con epicentro un poco più a sud rispetto alla prima.

La terra ha tremato di nuovo in una delle zone più attive sismicamente della provincia reggiana e la paura si è diffusa tanto velocemente quanto quel boato seguito dal movimento sussultorio che non ha lasciato nessuno nel suo letto. Tutti sul balcone per vedere se il paese era lo stesso di quando, poche ore prima, ci si era coricati; alcuni per strada, usciti di corsa dalle case, soprattutto quelle ai piani alti. Ognuno a chiedersi se il peggio era passato. Poi, il sospiro di sollievo: la terra ha ruggito ma non ha fatto del male a cose, persone, animali.



«Sono scesa in strada subito dopo la scossa come tutti gli altri – racconta il sindaco di Bagnolo, Paolo Casali, che abita alla Pieve Rossa – e così com’ero, in vestaglia, ho fatto un primo velocissimo sopralluogo. Quando ho capito che c’era solo tanta paura mi sono tranquillizzata». Da qual momento è partita la macchina dei soccorsi: telefonate con la protezione civile, con la polizia municipale, i carabinieri, con il parroco, don Guerrino Franzoni, con gli latri sindaci e l’assessore regionale. «Dovevo accertarmi – prosegue Casali – che tutto fosse a posto. Poi alle 7 ci siamo trovati qui in Comune per organizzare i controlli».



Macchina rodata quella che entra in funzione, nella bassa reggiana, in caso di terremoto: la responsabile della protezione civile Cristina Scaravonati ha organizzato tre squadre che hanno controllato ogni e qualsiasi edificio pubblico del paese. «Prima di tutto ci siamo preoccupati delle condizioni delle due case protette – racconta il sindaco – e del centro diurno per anziani». Si tratta di oltre 120 persone, buona parte delle quali non autosufficienti, ospitati in edifici che non hanno subito alcun danno e che, anche grazie al lavoro degli operatori, hanno retto bene alla paura. Un’altra squadra si è occupata di indagare le condizioni delle strutture sportive: «Esito positivo anche in questo caso – prosegue Casali – tanto che la piscina è aperta come tutti i giorni». Infine i controlli nelle scuole: nidi, asilo, elementare e media. «Per il momento abbiamo ispezionato gli esterni – prosegue – nei prossimi giorni approfittando della chiusura verificheremo aula per aula. Non abbiamo rilevato né cedimento, né crolli. Le scuole sono più che sicure».



«Per le emergenze abbiamo creato una pagina apposita sul sito del Comune – conclude Scaravonati – ma abbiamo ricevuto un unica richiesta di controllo in un’abitazione civile. Chi avesse necessità può anche chiamare il numero della centrale operativa 800567590 o, negli orari d’ufficio l’Url allo 0522-957438». –



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