«Tutti in strada temendo il peggio ma speriamo che sia finita qui»
le testimonianzeNOVELLARADaeysi, il volpino, ha sentito il terremoto pochi istanti prima che la terra tremasse: «Si è messa ad abbaiare come una pazza» racconta la padrona, Rosa Di Palma, che il...
le testimonianze
NOVELLARA
Daeysi, il volpino, ha sentito il terremoto pochi istanti prima che la terra tremasse: «Si è messa ad abbaiare come una pazza» racconta la padrona, Rosa Di Palma, che il giorno dopo la grande paura fa colazione al bar assieme alle sue due figlie Anna e Rita. «Era spaventatissima poverina – continua – ma soprattutto, dopo, non voleva più stare per terra». Parentesi divertenti in una notte di ansia e di attesa.
anS ia e attesa
Bagnolo non ha dormito eppure, il mattino successivo il sisma, ha ripreso i ritmi quotidiani di questo ultimo scorcio d’estate: spesa, passeggiata in piazza, quattro chiacchiere al bar, il giornale all’edicola.
«Ho sentito il terremoto, mi sono alzata, ma non ho avuto paura. Solo, non sono più riuscita a riprende sonno». Eleonora Ronzoni ha 90 anni e da sempre vive a Bagnolo. «Ora sono sola perché il mio povero marito è in cielo ma questa volta è stata ben differente dal terremoto del 1996. Quello sì che me lo ricordo: sembrava che la casa ci cadesse addosso».
Nel negozio di frutta e verdura sotto il porticato della piazza principale, mentre si comprano insalata e pomodori, l’argomento di discussione è uno solo. «Prima del 1996 – racconta Giuliano, titolare del bar Silver – Bagnolo non era una zona sismica. Ora lo è diventata. Siamo abituati alle scosse e quella di questa notte (ieri ndr) è stata lieve: in paese non è successo nulla. Io sono uscito sul balcone per vedere com’era la situazione e ho visto che era tutto tranquillo. Un po’ di timore c’è stato – dice – Mi sono ricordato di quando, 22 anni fa, sono stato costretto a vivere per tre mesi nella mia roulotte: era venuto giù il mondo». Ricordi antichi che si mescolano al presente. «Sa qual’è la cosa peggiore? – dice Alex Bagnoli, figlio dei titolari del negozio Vanni Bagnoli e Nicoletta Davaglio – Andare a letto questa sera col pensiero che un’altra scossa possa svegliarci».
“un boato poi la scossa”
Al bar Parigi tra un caffé e un cornetto gli avventori ripercorrono quelle ore complicate. «Mi sono svegliato di soprassalto – ricorda Daniele Fontanelli – ma il terremoto non c’era ancora stato. Dopo pochi attimi ho sentito un rombo potente che veniva dalle viscere della terra e la casa ha cominciato a muoversi. Sì, ho sentito il sisma prima che arrivasse poi sono corso in camera di mia figlia ma lei dormiva tranquillamente».
“il letto ballava”
Si è alzato di scatto Gabriele Beatrice, che abita in una casa monofamiliare a un chilometro dal centro. «Ho un letto di quelli antichi, alti – dice – che si è messo a tremare e a balzare: impossibile non svegliarsi. Ho capito che si trattava di un terremoto, mi sono affacciato al balcone, quando ho capito che la situazione era tranquilla sono tornato a letto». Rita, 27 anni, è rimasta stupita dell’intensità della scossa: «Ho saputo che è stata del 3.7 ma dal boato spaventoso che ho sentito credevo più forte». Ed è Giuseppina Mille, seduta al tavolino con amici, a fare l’augurio che tutti i bagnolesi pensano: «Speriamo che sia finita qui». —
C.O.
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