Encor, è scontro tra Via la nebbia e Pd
Il comitato: «Affossata commissione di indagini sul crac» Il segretario Moscardini: «Partita la campagna elettorale»
correggio
È Encor, di nuovo, a scaldare l’agone politico. Il colossale fallimento dell’ex partecipata mette ancora l’uno contro l’altro il comitato Via la nebbia e il Partito democratico. È bastato un comunicato e lo scontro riparte.
Via la nebbia, in un lunghissimo intervento, accusa la maggioranza (Pd) in consiglio comunale di aver «definitivamente sepolto, per motivi pretestuosi», nell’ultima seduto del 27 luglio scorso, la richiesta del gruppo 5 Stelle di istituire una commissione consiliare d’indagine, appunto su Encor, «per fare completa chiarezza sulle perdite economiche del Comune e sulle responsabilità derivate dalle società Encor».
Immediata la risposta del capogruppo Pd in consiglio, nonché segretario del partito dall’ottobre scorso, Marco Moscardini che rispedisce al mittente l’accusa e rincara la dose: «Alla ricerca più di visibilità che di verità, di vendetta più che di giustizia, il comitato ci sembra si stia preparando alle prossime amministrative (primavera 2019, ndr), forse scendendo in campo direttamente o forse agganciandosi al carro dei 5 stelle». Insomma, per il capogruppo Pd, è partita e col botto la campagna elettorale che avrà al centro, come già accaduto nel 2014, il “bubbone” Encor.
Quali sono, secondo Via la nebbia, i motivi pretestuosi adotti della maggioranza (la proposta è stata bocciata con 8 voti contrari del Pd, uno contrario della lista di opposizione Correggio ai cittadini, tre voti a favore di M5s, “Si tu si” e Centrodestra per Correggio e un voto di astensione di Correggio al centro)?
Sono quattro: il fatto di ribadire che una commissione ad hoc esiste già, ovvero quella Affari generali: una quindicina di sedute su argomento Encor, una secretata, richiesta dall’opposizione «ma perché – afferma Moscardini – si è tirato in ballo una persona»; perché una commissione del genere, secondo i detrattori, sarebbe inutile a otto mesi dal voto, ma Via la nebbia risponde: «In otto mesi si possono fare tante cose»; perché “le magagne” – sostiene il Pd – solo la magistratura penale e contabile è in grado di scoprire mentre per il comitato le responsabilità politiche sono ancora da chiarire e perché, infine, secondo la maggioranza la trasparenza è stata sempre garantita, un’affermazione che invece non convince il comitato. È Moscardini a invitare Via la nebbia a un incontro faccia a faccia al partito: «Così almeno possiamo capire chi sono e forse anche chiarire le cose». —
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