Il pusher ai domiciliari chiede di poter lavorare
CAVRIAGOAncora un rinvio processuale – in tribunale a Reggio Emilia – per la vicenda dell’operaio ventenne trovato per la seconda volta (oltretutto nel giro di pochi giorni) in possesso di marijuana.A...
CAVRIAGO
Ancora un rinvio processuale – in tribunale a Reggio Emilia – per la vicenda dell’operaio ventenne trovato per la seconda volta (oltretutto nel giro di pochi giorni) in possesso di marijuana.
Attualmente il giovane è agli arresti domiciliari ed è stato condannato – per la prima accusa di spaccio – ad un anno e mezzo di reclusione (pena sospesa). Ieri l’avvocato difensore Fabrizio Pancaldi (tutela l’imputato insieme alla collega Silvia Vallisneri) ha chiesto (ed ottenuto) uno slittamento processuale affinché la sentenza di condanna del primo episodio di spaccio diventi definitiva. L’intendimento difensivo è quello di mettere in continuazione le due vicende e puntare su un patteggiamento per quanto accaduto il 28 luglio scorso, cioè quando il 20enne si aggirava per il paese a bordo di uno scooter ed era stato poi fermato dai carabinieri: dalle tasche del giovane era spuntata una dose di “maria”, mentre nascosti nello scooter c’erano due involucri contenenti complessivamente 220 grammi sempre di marijuana e 270 euro in contanti (ritenuti provento dell’attività di spaccio). In seconda battuta il difensore ha chiesto che venga data al 20enne la possibilità di recarsi al lavoro, per poi rientrare nella casa in cui è agli arresti domiciliari. Su quest’ultimo punto il giudice Cristina Beretti deciderà nelle prossime ore. —
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