Sassi, l’interrogazione è con il logo del M5s «Si tratta di una svista»
Il consigliere regionale è stato espulso nel luglio scorso «Formalmente passerò al Misto dal primo settembre»
REGGIO EMILIA. Nel comunicato stampa, annunciando un’interrogazione, si firma esplicitamente come un ex M5s. Ma, nel testo allegato, la carta intestata per l’interrogazione è quella del gruppo assembleare M5s, con tanto di logo dello stesso MoVimento. Lancia l’allarme sulla sicurezza stradale, invitando la Regione ad attivarsi per «evitare rischi per i cittadini collegati alla scarsa manutenzione delle strade alla luce di quanto accaduto a Genova». Ed elenca una serie di criticità della rete stradale emiliano-romagnola, chiamando anche in causa le difficoltà delle Province, a corto di risorse «a causa delle scelte nefaste del precedente esecutivo nazionale».
Ma, nel farlo, il consigliere regionale Gianluca Sassi incappa in quella che definisce «una svista». E nell’interrogazione, datata 13 agosto, usa ancora il logo del M5s, dal quale era stato sospeso a febbraio prima dell’espulsione definitiva, arrivata a luglio. Era stato lo stesso Sassi, travolto dalle polemiche per la mancata restituzione di circa 56mila degli 81mila euro promessi al fondo per il microcredito, a rendere nota l’ufficializzazione della sua espulsione. E, di fronte alle richieste di dimissioni piovute da diversi esponenti M5s, aveva fatto sapere di voler andare avanti fino a fine mandato.
«Il logo del M5s? Si tratta di una distrazione – afferma Sassi interpellato dalla Gazzetta – In ogni caso, fino al primo settembre formalmente faccio ancora parte del gruppo M5s. Poi passerò al Misto. Mi sto organizzando». Un passaggio che diventerà operativo solo dopo l’estate. «Il logo mi interessa fino a un certo punto, l’importante è che io faccia il mio lavoro», aggiunge Sassi. E di fronte a possibili nuove polemiche, non si tira indietro: «Cosa vuoi che possano farmi?». Quanto alla separazione dal M5s, Sassi ammette: «Per me non è stata indolore, per loro invece è stato semplice. Sono andati in deroga allo statuto. Ne prendo atto e finisco il mandato. C’era un signore sempre molto citato, Gianroberto Casaleggio, che diceva che quando si va in deroga di una regola di fatto la si annulla. Nello statuto l’espulsione a mezzo blog non esiste. E il M5s mi ha sbattuto fuori in deroga allo statuto». —
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