Segregata e stuprata. Tre mesi prima il compagno le ruppe le costole
Reggio Emilia, l’indagato non parla al giudice che si riserva sull’arresto La vittima gli diede un’altra chance prima della violenza
REGGIO EMILIA. È una storia segnata da ripetute violenze quella che sta emergendo man mano nelle indagini dei carabinieri sul sequestro in casa per tre giorni di una donna di 40 anni da parte del compagno, accusato anche di averla violentata. Lui, commerciante 32enne italiano di origine marocchina, aveva l’obbligo di dimora perché accusato di spaccio di droga. Ma alle forze dell’ordine era già conosciuto per le aggressioni alla compagna. Tre mesi fa aveva già picchiato la donna, rompendole addirittura le costole.
Lei, finita all’ospedale, lo aveva denunciato. In seguito, un mese e mezzo fa, le volanti della polizia erano andate nella casa dei due per un altro episodio, ma lei lo aveva difeso, salvo lasciarlo poco dopo. Un tira e molla culminato con il sequestro di persona dal quale è riuscita a fuggire andando dai carabinieri. Quando i militari l’hanno accolta, era tumefatta e con un occhio nero, in evidente stato di shock.
Ai militari la donna ha raccontato di essere riuscita a scappare da casa dove era rimasta per ben tre giorni in balìa del compagno che l’ha pestata brutalmente costringendola anche a rapporti sessuali non consenzienti. In lacrime, fortemente provata e impaurita la donna è stata soccorsa e portata in ospedale per le cure del caso ed è stata dimessa con una prognosi di 21 giorni.
Quando lo aveva lasciato, settimane prima, l’uomo si era tenuto le chiavi di casa e dell’auto. Nei tre giorni in cui ha cercato di fuggire, lui le ha impedito di uscire fino alla fuga finale in caserma. Ieri, in carcere, è stata effettuata l’udienza di convalida dell’arresto del 32enne. La pm Maria Rita Pantani ha chiesto il carcere. L’uomo, difeso dall’avvocato Federico Bertani, davanti al giudice per l’indagine preliminare Giovanni Ghini si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip si è riservato sulla decisione.
Nel frattempo i carabinieri hanno proseguito le indagini e sembrano evidenti i segni di precedenti violenze. I militari del nucleo radiomobile di Reggio Emilia, dopo la denuncia a voce della donna arrivata sotto shock in caserma, si erano già precipitati nell’abitazione della coppia dove dopo alcuni tentativi sono riusciti a farsi aprire la porta trovando all’interno l’uomo, portato via in manette. Su di lui pesano una sfilza di accuse: maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, sequestro di persona e violenza sessuale nonché detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. In casa i militari hanno trovato due grammi scarsi di cocaina e appunti che fanno ricondurre la detenzione ai fini di spaccio. Tutto è cominciato alle 2 del 17 agosto con la violenza. Attribuendole un tradimento, l’uomo scagliava contro la donna un bicchiere per poi colpirla con pugni e calci.
Le urla della donna non hanno impedito all’uomo di proseguire le violenze terminate solo quando la 30enne è riuscita a rifugiarsi e chiudersi a chiave in una camera dove l’uomo ha cercato di entrare provando a sfondare la porta. Nel pomeriggio del 17 apre la porta per poi tornare in balìa della furia del compagno quando gli ha detto di volerlo lasciare.Alle violenze sono seguiti anche abusi sessuali. Quando lui era in doccia lei è finalmente riuscita a fuggire.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
