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Vologno capitale delle bocce La “petanque” piace alla Fib

L.T.
Vologno capitale delle bocce La “petanque” piace alla Fib

L’antica e nobile disciplina provenzale ritorna in auge grazie a 50 appassionati Gianferrari: «Del gruppo persone dai 90 ai 7 anni. È un modo per ritrovarsi».

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Castelnovo Monti

Vologno capitale delle bocce. Uno dei bellissimi borghi rurali che sorgono alle pendici della Pietra di Bismantova sta diventando anche una piccola capitale di questa disciplina, grazie a un gruppo di amici che si dà quotidianamente appuntamento qui per giocare a petanque, una versione del gioco delle bocce antica e nobile, di origine provenzale, che potrebbe diventare addirittura sport olimpico a partire dal 2024.

LA FEDERAZIONE ITALIANA BOCCE

Sarà anche per questo che l’attività di questo gruppo ha suscitato l’attenzione della Federazione Italiana Bocce, con il presidente per l’Emilia Romagna Franco Benatti e il rappresentante provinciale Iames Strozzi che sono andati a incontrare i praticanti sui campi di Vologno.

Una storia interessante quella di questo gruppo, attivo da ormai quattro anni, una storia che ha anche risvolti sociali non indifferenti.

I RISVOLTI SOCIALI

«Oggi siamo più o meno una cinquantina di aderenti - spiega il poliedrico Umberto Gianferrari, che è da anni appassionato praticante di petanque ed è stato tra i fautori del gruppo - soprattutto di Castelnovo e in particolare delle frazioni di Bondolo, Campolungo, Casale, Cà del Buco, Vologno, Ginepreto, Parisola. Abbiamo quattro campi all’aperto e due campi coperti, e la nostra attività è diventata un punto di aggregazione per tante persone in una zona dove non c’è un bar o un altro luogo di ritrovo. È molto bello che del gruppo facciano parte persone che vanno dai 90 anni di età a bambini di 7 – 8 anni. Credo che dare occasioni di incontro e attività fisica sia un elemento sociale positivo. Inoltre, trattandosi di una disciplina non estremamente diffusa, i diversi giovani che giocano potrebbero affrontare anche un percorso agonistico importante. Anche per questo la Fib ha dimostrato interesse alla nostra attività, il che ci fa davvero piacere».

L’INTERVENTO DEL COMUNE

Intanto l’amministrazione comunale ha scelto di dare supporto al gruppo e nelle prossime settimane dovrebbe essere posto un punto di illuminazione vicino ai campi. C’è anche un aspetto interessante e curioso, quasi fosse “archeologia sportiva”: nel campo dove sono stati realizzati i quattro campi all’aperto, è poi emerso che già 100 anni fa c’erano dei campi da bocce.

Le strutture di allora furono poi abbandonate e lasciate a prato. Proprio quell’area è stata oggi casualmente recuperati a quell’originaria vocazione.

Gli anziani del paese ricordano benissimo i loro genitori e i loro nonni quando giocavano in quei campi, e c’è in loro felicità e commozione nel vederli rinati a quell’antica-nuova passione per le bocce. —

L.T.

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