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A Reggio saldi agli sgoccioli: «Il sistema non funziona»

Bianca Stagnini
Ultima settimana dei saldi estivi, iniziati il 4 agosto finiranno il 30
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Ultima settimana dei saldi estivi, iniziati il 4 agosto finiranno il 30

Le opinioni dei commercianti del centro storico a pochi giorni dalla chiusura. Il titolare di Basco: «Adesso si comincia troppo presto e noi ci rimettiamo» 

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REGGIO EMILIA. Lo scorso 7 luglio sono cominciati i saldi per la regione Emilia Romagna, periodo che giungerà al capolinea giovedì 30 agosto. A pochi giorni dalla fine della “caccia alle occasioni” i commercianti iniziano a fare un resoconto sulle vendite di quest’estate, con le percentuali di sconto sempre più alte nelle vetrine dei negozi di Reggio.Lasciano trasparire una lieve soddisfazione le loro parole, ma è evidente anche lo sconforto legato alla condizione del commercio negli ultimi anni.

Claudio Paglia, titolare del negozio di abbigliamento Ombre in via Emilia San Pietro racconta che «qualcosa si è fatto, ma non sono più i tempi di una volta. In questi anni di magra abbiamo mantenuto la linea dell’anno scorso. Resta il fatto che i tempi non sono dei migliori».

Davide Tamagnini, titolare dell’omonimo negozio di calzature in via Emilia, si lamenta del divario tra piccole e grandi attività: «La politica favorisce solo le multinazionali, ci vedono tutti come dei numeri. I clienti chiedono sconti su sconti, rispetto all’anno scorso non è cambiato nulla, anche se si sperava ci fosse qualche aiuto. Dovrebbero esserci degli affiancamenti, qualche tutela nei confronti delle piccole aziende. Siamo diventati la concorrenza delle multinazionali, ma siamo contro dei giganti». «La situazione è statica da anni», afferma Claudio Zannini, titolare di Arki Uomo in via Emilia San Pietro, a proposito dei saldi estivi ma anche, e soprattutto, dell’andamento del commercio.

Fabio Micheletti, titolare di Basco, in piazza Prampolini, ritiene che «la cosa sconvolgente è che quando abbassi i prezzi la gente non compra più. Anche chi ha negozi in Svizzera o in Francia, con tutta un’organizzazione e una pubblicità internazionale, vive la stessa situazione, ma il motivo non è chiaro. Non è mai partito questo 2018, dal 2 gennaio non è più andato bene niente, abbiamo venduto bene fino al 31 dicembre 2017. I saldi estivi sono andati un po’ meglio di quelli invernali, ma non si vendono cose costose, non c’è stato un gran giro».

«Certi articoli si bruciano – prosegue Micheletti – la gente va in ferie in agosto, perché io dovrei comprare i bermuda per poi venderli solo in saldo? Noi siamo un negozio cercato per l’occasione, si vendono soprattutto completi, sono gli invitati ai matrimoni che ci scelgono, non prendiamo più articoli come i bermuda. Le svendite d’estate e d’inverno cominciano troppo presto, non è questione di crisi, è il sistema che non funziona».

Spiega poi che «trent’anni fa le svendite dei capi estivi le facevamo a settembre e quelle invernali a marzo, una volta conclusa la stagione. Adesso si parte il primo sabato di luglio, prima di andare in vacanza. Non c’è una vera regola, se non che non si possono più fare vendite promozionali nei trenta giorni precedenti i saldi». D’altro canto, c’è chi la pensa diversamente, come Patrizia Costa, commessa di La Mela: «C’è stata la decisione da parte della Regione di far partire in un grande ritardo i saldi, cosa che di conseguenza ha penalizzato il mese di luglio. I saldi però sono andati più o meno come l’anno scorso».



 

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