Cgil: «I report ministeriali sulla criminalità hanno dati carenti»
Reggio Emilia, Franco Zavatti del coordinamento regionale Legalità Cgil: «Non vengono distinti per province. Così sono inefficaci»
REGGIO EMILIA. «Non vengono più resi noti i dati distinti per ogni regione e per ogni provincia, sul totale dei lavoratori in nero, sui reati di sicurezza, di caporalato, evasione fiscale/contributiva, sul numero delle denunce penali distinte per i diversi settori produttivi e per ogni territorio. Dati essenziali per fare, non a parole, un po’ di reale contrasto mirato e di prevenzione». È quanto segnala Franco Zavatti del coordinamento Legalità Cgil Emilia-Romagna, in relazione ai report del Viminale e del ministero del Lavoro sulle attività di contrasto e prevenzione alla criminalità.
Per Zavatti, il documento del Viminale è pari ad «alcune decine di cartelle che descrivono crescite nei risultati relativi alla più grave criminalità organizzata, a fronte di un calo sul versante dei “delitti comuni” (180.000 in meno), omicidi e rapine». Ma, aggiunge, «nessun cenno agli urgenti e necessari bandi di concorso per l’avvio delle assunzioni indispensabili di poliziotti, carabinieri e finanzieri, i cui organici sono in rosso e le anzianità medie più elevate in Europa. Considerando le forze dell’intero comparto sicurezza, la carenza media degli organici è arrivata al -14,5%».
E ancora: «È strano e singolare che nel report di questo Ferragosto, il neo ministro e vicepremier (Salvini, ndr), abbia voluto aggiungere un “allegato” che riporta i risultati ottenuti con la sua gestione bimensile. Ancor più strano, e inaccettabile per il sindacato, è che poco prima dello stesso Ferragosto (il 25 luglio) il ministero del Lavoro, diretto dall’altro vicepremier (Di Maio, ndr), pubblichi il report semestrale sugli esiti ispettivi contro il lavoro irregolare/illegale, con solo i dati generici e riassuntivi nazionali, dicendo che nello scorso semestre in Italia si sono riscontrate il 65% di irregolarità sul lavoro».
Di fronte a «dati complessivamente negativi», secondo il sindacalista è necessario «rafforzare l’iniziativa del sindacato Cgil per l’attivazione e il sostanziale funzionamento dei Tavoli territoriali, degli strumenti e di sedi di confronto previsti dal Testo Unico regionale su “Legalità e Appalti”, oltre alle previsioni del nuovo Codice Antimafia. Ciò al fine di rafforzare l’analisi e la possibile attività di prevenzione dei sempre più gravi fenomeni di illegalità economica radicati anche nei nostri territori, convergendo l'impegno delle istituzioni locali e delle parti sociali».
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