Sentita dai poliziotti la famiglia nel mirino del raid incendiario
REGGIO EMILIASi sta delineando come un’informativa articolata – e che necessita di tempo – quella che il prima possibile la questura farà approdare in Procura relativamente alle tre macchine andate...
REGGIO EMILIA
Si sta delineando come un’informativa articolata – e che necessita di tempo – quella che il prima possibile la questura farà approdare in Procura relativamente alle tre macchine andate a fuoco a Cella.
Come accade sempre in questi casi, al di là di capire attraverso la banca-dati se quanto accaduto si collochi o meno in uno scenario di precedenti penali che potrebbero aver scatenato quest’atto doloso ritorsivo (sulle cause del rogo non vi sono infatti dubbi), la polizia intende in tempi brevi anche sentire i familiari che ruotano attorno alla Mini Cooper che appare come il principale obiettivo di questo raid.
La Mini Cooper bianca (solitamente usata dalla barista campana 23enne) è infatti all’origine dell’incendio doloso che l’ha divorata tutta, lasciandone solo lo scheletro di lamiera: essendo in sosta fra altre macchine, i danni delle fiamme si sono poi inevitabilmente estesi.
Il fuoco ha così aggredito anche la Mini Cooper rossa intestata, come l’altra bianca, alla madre della barista. Una famiglia, quindi, doppiamente colpita.
Un rogo doloso che non ha risparmiato anche una Renault Clio e una Ford C Max , parcheggiate solamente nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.
In Procura è stata aperto un fascicolo contro ignoti, con il danneggiamento seguito da incendio come ipotesi di reato.
Il pm di turno è Iacopo Berardi, però potrebbe non essere lui il magistrato inquirente che si occuperà di questo caso, in quanto tutto dipende dai tempi con cui verrà depositata l’informativa della questura. —
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