Gazzetta di Reggio

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Tangenziale nord I nuovi espropri preoccupano i residenti coinvolti

Fabio Melis
Uno dei terreni sui quali passerà il tracciato
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Uno dei terreni sui quali passerà il tracciato

Reggio Emilia, Anas pubblica sull’albo pretorio una decina di nuovi avvisi: «Volevamo alternative, ci hanno risposto negativamente»

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REGGIO EMILIA. Nuovi avvisi di esproprio. Sono tredici in totale i nuovi avvisi di esproprio per ragioni di pubblica utilità pubblicati un paio di giorni fa sull’albo pretorio del Comune a cura del comparto Anas per la realizzazione del tratto della tangenziale nord che collegherà San Prospero Strinati e Corte Tegge: circa 6,5 chilometri, prevalentemente a quattro corsie (due per senso di marcia, con carreggiate separate) in prossimità della ferrovia storica Milano-Bologna.

Il progetto e i primi disagi. Un lunghissimo iter burocratico, arrivato il 3 agosto 2017 ad una svolta con il parere positivo della Conferenza dei Servizi indetta dal Ministero delle Infrastrutture, per un’opera che ha l’obiettivo di alleggerire il traffico delle aree urbanizzate di Pieve, della zona ovest del centro e dei viali di circonvallazione. Oltre cinquanta gli incontri con i cittadini nella fase preliminare del progetto, tra il 2009 e il 2011, più ulteriori confronti e osservazioni nelle fasi successive, per un cantiere che, tuttavia, stando a quanto riferiscono alcuni cittadini coinvolti in prima persona nell’esproprio, non convince ancora del tutto.

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In attesa di notizia da Bologna. «Da noi non sono venuti ancora a fare metrature – spiega Franco Ferretti, residente di via Pietro Ancini, una delle aree interessate – ci informano da Bologna che arriveranno a settembre. Avevamo fatto causa collettivamente in passato perché secondo noi avrebbe avuto più senso far passare il nuovo tratto dall’altra parte della ferrovia, a sud, dove ci sono molti campi e poche case, a differenza di questa parte». Secondo questo e altri residenti, passando dalla parte a sud il tratto sarebbe più rettilineo incontrando meno ostacoli e riscontrando quello che ritengono un risparmio sui costi. «Non solo – continua Ferretti – mio cognato, anch’egli residente in via Ancini, è tuttora in causa con l’Anas per l’innalzamento di una voluminosa parete in cemento armato che verrebbe costruita a qualche metro dalla sua abitazione, qualora il progetto rimanga invariato».

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Campagna e tracciato. Spostandoci verso Cella, in via Spartaco, troviamo un insieme di villette. A poche decine di metri c’è un terreno comune dove, secondo l’attuale progetto, dovrà passare il nuovo tratto di tangenziale. «Chiedemmo all’Anas di cambiare il progetto – dice Alessandro Campus, un altro residente – ma la risposta fu negativa. Inoltre ancora tutto sembra essere in via ufficiosa, ad esempio non abbiamo ancora ricevuto notizie circa l’indennità per l’esproprio. Guardate che pace – aggiunge indicando la campagna tutta intorno alla sua abitazione – questo nuovo tratto, se fatto qui, rovinerebbe tutto».

L'opera sarà accompagnata da interventi di mitigazione degli impatti acustici e visivi sul territorio. In tutto saranno oltre 143mila i metri quadri interessati da opere di rinverdimento, con la piantumazione di 26mila metri quadri di arbusti, 20mila metri quadrati di aree boscate, 1.400 metri quadri di siepi e filari. Saranno 40mila i metri quadri oggetto di compensazione naturalistica e 5.600 quelli destinati a compensazione paesaggistica. Ma, fra le persone interpellate dalla Gazzetta, traspare sconforto nei confronti di quella che sembra essere un’opera imponente e imminente a pochi passi da casa, dove ora, in aperta campagna, vi sono pace e tranquillità.
 

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