Indagini a tappeto dopo il rogo Caccia all’incendiario di Cella
Prevale l’ipotesi dolosa, la palla passa ora agli investigatori della Squadra mobile Si cercano testimoni e immagini in attesa dell’informativa dei vigili del fuoco
REGGIO EMILIA
È passato di mano in questura dalla Squadra Volante ai colleghi della Squadra Mobile il fascicolo sull’incendio divampato venerdì alle 5 del mattino in via El Greco a Cella. Un rogo di vasta portata, partito dall’auto di una barista 23enne campana residente da 3 mesi nella via, e che ha presto avvolto altre tre vetture, gettando nel panico decine di residenti tra scoppi, fiamme e sirene dei soccorsi. L’ipotesi sull’origine dell’incendio resta dolosa secondo gli investigatori, che mantengono il riserbo in attesa dell’informativa finale dei vigili del fuoco.
La vicenda è quindi all’attenzione degli agenti della questura, coordinati dal sostituto procuratore Iacopo Berardi, titolare del fascicolo nel quale confluiranno poi le risultanze giunte dagli uffici della Mobile, diretta da Guglielmo Battisti.
La procura sta valutando ogni pista: la giovane barista, sentita subito dopo l’incendio, ha poi affermato ai cronisti di pensare a un gesto vandalico e di non avere preoccupazioni di sorta. La questura valuta intrecci e sta cercando testimoni o immagini.
La ragazza aveva parcheggiato l’auto davanti a casa, alle due e mezza di giovedì pomeriggio dopo aver lavorato al bar a Montecchio. Poi, verso l’alba, è scoppiato l’incendio che ha svegliato il quartiere facendo scattare l’allerta, spento poi dai vigili del fuoco. —
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