Una mini piantagione di marijuana scoperta lungo il Rio Bellani
I carabinieri sono arrivati al luogo grazie alle segnalazioni Sul posto notato un gruppo di ragazzi. Trovate le vanghe
SCANDIANO
Una piantagione senza padrone ufficiale. Composta da diverse piante di canapa indiana ben curate e rigogliose, è stata trovata nei giorni scorsi dai carabinieri di Scandiano sulla sponda del Rio Bellani, un piccolo corso d’acqua nella zona dei canali del Tresinaro a Cà de Caroli.
la mini-piantagione
I militari sono arrivati alla coltura, creata in un appezzamento di terreno demaniale, dopo le segnalazioni di diversi abitanti, insospettiti da un discreto traffico di ragazzi nell’area, dove non si trovano case né locali.
A inizio settimana i carabinieri hanno effettuato un’ispezione e si sono imbattuti nelle piantine di canapa indiana, da cui è possibile produrre marijuana, essiccando le inflorescenze delle piante femminili.
Il sequestro
I giorni di appostamento predisposti per cercare di sorprendere i proprietari non hanno dato esito, nessuna persona si è più fatta viva, non è chiaro se perché allertata dell’accaduto o per altri motivi, e quindi la tenenza scandianese ha deciso di procedere al sequestro delle piantine e di tutti gli oggetti presenti. La piantagione era piuttosto curata, con un piccolo angolo destinato al deposito degli strumenti, con vanghe e fertilizzanti da usare per potenziare la crescita delle piante, arrivate a misurare oltre un metro e mezzo di altezza. Il tutto in un punto piuttosto isolato, immerso in una vegetazione altrettanto fitta che funziona perfettamente come schermo. Senza controllare con attenzione, è difficile capire che alcune piante differiscono dalle altre. Un allestimento organizzato con attenzione dai coltivatori.
le segnalazioni
Questi ragazzi, secondo le testimonianze dei residenti, erano anche piuttosto assidui nella cura dell’appezzamento, e praticamente ogni giorno alcuni giovani passavano per il paesino diretti al Rio Bellani. Un andirivieni costante che col tempo ha portato alla segnalazione, e da lì partiranno ora i carabinieri per cercare di dare un nome ai proprietari della piccola cultura. L’improvvisa interruzione delle visite dopo il primo passaggio dei carabinieri non è probabilmente casuale, ma provocata proprio dal timore di farsi trovare vicino alle piantine di canapa indiana. Per ora, alcuni reperti vegetali sono inviati al laboratorio scientifico dell’Arma per le analisi del caso. La questione principale è la quantità di principi attivi presenti ed in particolare la percentuale del Thc (tetracannabinolo). Sopra ad una certa soglia, la percentuale di Thc rende la pianta una sostanza psicoattiva. Se presente in basse quantità, come accade nelle piante di canapa che crescono al naturale alle nostre latitudini, non ha invece questo potenziale e la canapa diventa un semplice prodotto agricolo. —
ADRIANO ARATI
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