Mobike, in arrivo aree di sosta contro il “parcheggio selvaggio”
Comune e Til studiano l’ipotesi di introdurre sconti per evitare l’abbandono indiscriminato dei mezzi
Reggio Emilia
In centro ormai sono ovunque, nelle frazioni si trovano nei punti più inconsueti e inaspettati. Sono le Mobike, il servizio di bike sharing introdotto di recente dal Comune in collaborazione con Til. Un successo che, tuttavia, ha portato con sé anche qualche controindicazione. Una in particolare: una sorta di parcheggio selvaggio. Ed è proprio su questo aspetto che Comune e Til hanno deciso di trovare una soluzione. Mobike piace ai reggiani: gestito da Idri Bk srl e presente ormai in diverse città italiane, a circa tre mesi dal suo arrivo a Reggio il servizio ha fatto un boom di utenti, che scelgono di utilizzare le biciclette in modalità “free floating”, cioè senza stazioni obbligate di presa e rilascio.
Utilizzando l’app da scaricare sul proprio smartphone, il servizio permette di localizzare la bici più vicina e di sbloccarla grazie alla scansione del QR code posizionato vicino al manubrio. Il tutto a un costo di 30 centesimi al giorno e 1 euro per il deposito, pagando con carta di credito/debito come garanzia della copertura.
A Reggio ci sono 75 depositi dedicati, sparsi in diverse aree della città. A oggi sono ben più di 25mila i chilometri percorsi dai ciclisti reggiani, molti dei quali giovanissimi: circa 8mila gli utenti del servizio e più di 20mila le transazioni registrate per il noleggio delle circa 500 bici disponibili.
Un risultato che conferma la spiccata sensibilità reggiana per le due ruote: tra le note positive di questa prima fase, la richiesta sempre crescente di biciclette e il bassissimo livello di vandalismo a danno dei mezzi.
Facendo un rapido giro in periferia, grazie all’app di Mobike abbiamo però potuto riscontrare come non tutti gli utilizzatori del servizio osservino il regolamento espresso sul sito ufficiale: “I Mobiker non devono mai parcheggiare presso parcheggi privati”, si legge sul sito, ma abbiamo trovato una bici posteggiata esattamente davanti ad un divieto di sosta e accesso, proprio in uno stradello privato. E ancora: “Non parcheggiate in posti che ostacolano il traffico”, ma troviamo una bici lasciata nel bel mezzo di uno spiazzo vicino alla stazione, dove talvolta transitano mezzi di servizio. Una bici si trova appoggiata precariamente su una staccionata in zona industriale e un’altra posteggiata all’interno di un’aiuola, di fronte al tribunale.
Le collocazioni più strane sono quelle che troviamo in aperta campagna: un paio di biciclette parcheggiate nel bel mezzo di prati e campi che difficilmente andranno ad essere recuperate lì da altri “mobiker”. Eppure quelli sul sito non sono solo inviti al buon senso: per i trasgressori, infatti, sono previste sanzioni di 7 euro per avere lasciato la bici al di fuori della zona di possibile utilizzo segnalata chiaramente sulla mappa dell’app. Il costo è legato al recupero delle bici da parte degli addetti. Inoltre esiste un sistema di “reputazione” basato sul reciproco monitoraggio degli utenti del servizio: se un utente dovesse più volte non rispettare le regole di buona condotta potrebbe incorrere nel congelamento del proprio account, non potendo più accedere al servizio.
Gli episodi appena menzionati, seppur sanzionabili, riguardano solo una certa mancanza di buon senso. Infatti in altre città italiane sono avvenuti casi ben più gravi, ma per fortuna isolati, di vandalismo e furti: una decina di bici rubate, alcune i cui freni sono stati tagliati, altre gettate in corsi d’acqua e un paio addirittura incendiate. Se si guarda alla flotta di bici messe a disposizione da Mobike in tutta Italia, ovvero diverse migliaia di unità, la percentuale di questi casi è tuttavia bassa. Singolare un caso accaduto un paio di mesi fa a Reggio, quando è stata trovata una Mobike vandalizzata e fatta a pezzi in via del Vescovado. Dietro non ci sarebbe un semplice ladro e non si è esclusa l’ipotesi che lo scopo di chi ha compiuto quel gesto fosse tutt’altro: scoprire i segreti industriali che stanno dietro al particolare software utilizzato dall’azienda.
Quando una bici è lasciata al di fuori della zona consentita consultabile sulla mappa dell’app o comunque dentro di essa ma in un’area semi deserta da giorni, quindi difficilmente recuperabile da altri mobikers, addetti ai lavori si occupano di recuperarla tramite l’utilizzo di furgoni. Il Comune, assieme a Til, sta tuttavia valutando di predisporre una serie di aree all’interno del territorio cittadino e immediatamente periferico nelle quali sarà consigliato dall’app stessa di depositare le bici per avere accesso ad uno sconto sulla tariffa.
Tali aree saranno scelte in base alla loro importanza strategica e opportunamente identificabili tramite apposita segnaletica. Serviranno tuttavia alcuni mesi di studio per selezionare accuratamente nel dettaglio le zone statisticamente più utilizzate dagli utenti. Tutto questo per ridurre gli interventi degli addetti ai lavori e responsabilizzare maggiormente i mobikers verso un uso corretto del servizio.–
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