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«È stata dura ma sono pronto, torno a scuola»

Miriam Figliuolo
«È stata dura ma sono pronto, torno a scuola»

Lorenzo, 15enne colpito da infarto 10 mesi fa, è stato operato al cuore. La mamma: «Abbiamo scalato una montagna»

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SANT’ILARIO. Poco più di dieci mesi fa, a soli 15 anni, l’arresto cardiaco a scuola mentre svolgeva attività fisica. I soccorsi tempestivi, prestati da compagni e insegnanti, poi l’arrivo dell’ambulanza e il trasporto a sirene spiegate all’ospedale Maggiore di Parma. Terrore e ansia a cui seguirono una ripresa, per molti aspetti eccezionale, e lunghi mesi di riabilitazione. Ma ora Lorenzo Loschi è pronto per il rientro a scuola a settembre, all’istituto D’Arzo di Montecchio.

«Sto bene – dice Lorenzo –. Ho già pronti quaderni e libri e ho ripassato il programma: matematica, inglese, italiano. Riprendere a studiare, soprattutto d’estate, è dura. Poi ci sono ancora la riabilitazione e la fisioterapia, ma ce la voglio fare. Ringrazio tutti i dottori». Ha rifiutato l’assistenza di supporto propostagli per questo ritorno, dimostrando con quale spirito si appresta a riprendere la scuola interrotta bruscamente quel 16 ottobre 2017 in cui, mentre correva con i compagni cominciò a sudare freddo, si fermò e poi non vide più nulla.

Si risvegliò all’ospedale Maggiore di Parma, da dove è stato dimesso ad aprile, dopo 15 giorni di circolazione extracorporea, 57 di terapia intensiva e un delicato intervento cardiochirurgico per una malformazione congenita.

Antonella Vezzani, responsabile della Terapia intensiva della Cardiochirurgia dell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma spiega l’eccezionalità del suo caso. Il reparto, diretto da Tiziano Gherli, al suo arrivo si mobilitò utilizzando avanzate metodologie di rianimazione cardiopolmonare con un macchinario per la circolazione extracorporea. «L’eccezionalità del caso – spiega la dottoressa Vezzani – viene dal fatto che si trattava di un paziente esterno all’ospedale in arresto cardiaco da tempo, in tutto circa 90 minuti. Un lasso di tempo inevitabile tra il primo intervento e l’arrivo in ospedale. Il cuore non ripartiva, ma il fatto che fosse stato sottoposto a massaggio cardiaco fin dai primi attimi ci ha consentito di mettere in campo la macchina. Per Lorenzo, infatti, la tempestività dei soccorsi è stata fondamentale. Un soccorso eseguito in maniera perfetta dall’insegnante (la reggiana Fabiana Costi, che è anche giocatrice del Sassuolo calcio femminile, ndr)».

Antonella Vezzani, che nei mesi successivi ha instaurato con Lorenzo un rapporto quasi materno, racconta poi della lenta ma costante ripresa. «Abbiamo dovuto dare modo agli altri organi di riprendersi – spiega –. Poi c’è stato il momento della diagnosi. Con la Tac abbiamo scoperto la malformazione: serviva l’intervento di un cardiochirurgo pediatrico, un’operazione delicata che richiedeva esperienza, eseguita poi dal prof. Gaetano Gargiulo dell’ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna. Poi altra riabilitazione».

«Abbiamo scalato un’alta montagna». Così la mamma di Lorenzo, Amelia Nobili. Oggi il ragazzo, la mamma e la dottoressa Vezzani lo racconteranno in tv a “La vita in diretta”, alle 16 su Rai Uno. —


 

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