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Nave Diciotti, la Caritas di Reggio Emilia: «Disponibili ad accogliere i migranti»

Evaristo Sparvieri
Nave Diciotti, la Caritas di Reggio Emilia: «Disponibili ad accogliere i migranti»

Rinaldi, direttore della Caritas reggiana: «Al momento non ci è arrivata richiesta, ma se accadrà valuteremo cosa fare»

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REGGIO EMILIA. Anche la Diocesi e la Caritas reggiane hanno dato la propria disponibilità ad ospitare i migranti della Diciotti, sbarcati dalla nave della Guardia costiera, ormeggiata al porto di Catania per cinque giorni, dopo essere rimasti bloccati sul pattugliatore per dieci giorni. Ma, al momento, dalla Caritas italiana non è arrivata a Reggio nessuna richiesta di aiuto.

Lo rende noto Isacco Rinaldi, direttore della Caritas di Reggio Emilia: «La disponibilità all’accoglienza da parte nostra c’è sempre stata, indipendentemente dalle situazioni di emergenza – spiega Rinaldi – Se ci arriverà la richiesta, in base alla situazione contingente valuteremo cosa fare. Al momento, tuttavia, non ci è arrivata alcuna richiesta».

Dopo lo sbarco, dall’hotspot di Messina i migranti accolti dalla Chiesa italiana saranno trasferiti nel centro di Ariccia dell’Auxilium, in attesa di essere ospitati in alcune delle tante diocesi che hanno dato la propria disponibilità.

È stata proprio la Chiesa, attraverso la Cei e sulla base delle parole di papa Francesco, ad avere avuto un ruolo fondamentale per sbloccare la situazione, dopo la lunga fase di stallo e un clima di grande tensione che hanno portato all’apertura di un’inchiesta della Procura di Agrigento – poi passata al tribunale dei ministri – nei confronti del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, indagato insieme al suo capo di gabinetto per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio.

«Vedere queste persone su una nave italiana attraccata sulle nostre coste e impossibilitate a scendere era una situazione intollerabile anche dal punto di vista umanitario». È stata presa su queste basi la decisione della Cei di accogliere un centinaio di migranti, consentendo lo sbarco. In cabina di regia, nella fase operativa dell’accoglienza, proprio la Caritas italiana, braccio pastorale della conferenza dei vescovi.

E se la Cei ha predisposto l’ospitalità di 20-25 migranti in Irlanda e di una ventina in Albania, anche numerose diocesi italiane si sono subito dette disponibili ad aprire le proprie porte all’accoglienza: da Torino a Brescia, da Bologna a Agrigento, passando per Cassano all’Jonio e Rossano Calabro. Fra queste anche la Caritas diocesana di Reggio, sulla scia di un impegno che è andato aumentando nelle ore. Al momento, tuttavia, a Reggio Emilia non sono previsti arrivi.

«La Caritas Italiana fa da collettore per tutte le Caritas diocesane – aggiunge Rinaldi – e quando ci sono emergenze è successo tante volte che abbiamo dato disponibilità all’accoglienza. Al momento non ci è stato chiesto un contributo, ma idealmente siamo disponibili. Ci è stato detto che i migranti sono nel Lazio, in una struttura. Nelle prossime settimane magari potranno chiedere la nostra disponibilità ad accogliere. Se ci verrà richiesto valuteremo cosa fare».


 

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