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Passaporti falsi nigeriani ancora un caso in aula Si amplia il “giro” illegale

T.S.
Passaporti falsi nigeriani ancora un caso in aula Si amplia il “giro” illegale

REGGIO EMILIAIn una sola settimana due passaporti – di altrettanti nigeriani – risultati fasulli al termine dei controlli effettuati dall’ufficio immigrazione della questura.Stessa nazione africana,...

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REGGIO EMILIA

In una sola settimana due passaporti – di altrettanti nigeriani – risultati fasulli al termine dei controlli effettuati dall’ufficio immigrazione della questura.

Stessa nazione africana, ma soprattutto stesso iter, perché quei passaporti sono stati richiesti dalle persone (ora nei guai) direttamente in Nigeria, per poi riceverli via posta, ritrovandosi così fra le mani documenti solo apparentemente autentici. Perché – secondo gli inquirenti – sono passaporti inosservanti delle normi anti-contraffazione, da qui la valutazione che sono falsi. La settimana scorsa è finita sotto processo la 29enne Ruth Mathew (incensurata e incinta al quinto mese), ieri il 37enne Christopher Omeko (con pesanti precedenti penali per spaccio di droga, ha una bimba di due mesi). Entrambi si erano mossi per ottenere il permesso di soggiorno per motivi familiari, ma senza il passaporto la pratica non può incardinarsi, da qui il contatto con l’Ambasciata e il consiglio di mettersi in contatto con il Paese d’origine. Dalla Nigeria sarebbero arrivati i passaporti ora al centro di due casi-fotocopia.

Visto quanto sta accadendo, sui passaporti nigeriani vi è un’attenzione maggiore da parte della questura, perché il sospetto è che vi sia un “giro” di falsificatori ben radicato in quel Paese o perlomeno capace (in Italia o a Reggio Emilia in particolare?) di intercettare chi ha necessità di quel tipo di documento. Un’attività che parrebbe essere redditizia, per esempio Mathew ha detto in aula di aver pagato 400 euro per avere quel passaporto taroccato. Sempre lei ha spiegato che non sapeva di avere in mano un documento falso. Una non consapevolezza della contraffazione rimarcata anche – ieri mattina – dall’avvocato Franco Beretti che difende Omeko nel processo con rito abbreviato. Una tesi non convincente per il giudice Cristina Beretti che ha condannato il 37enne a 10 mesi di reclusione. —

T.S.

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