Allarme topi nelle frazioni di Reggio Emilia: «Mai visti così tanti»
Maurizio Genitoni, titolare di una ditta di disinfestazioni: «Aumentati a causa dei bidoni della differenziata porta a porta»
REGGIO EMILIA. Come combattere i topi che hanno invaso cantine, condomini, strade, isole ecologiche? Una guerra, quella contro i ratti, che parla molto reggiano anche nella capitale, dove assessore all’Ambiente è la nostrana Pinuccia Montanari.
L'IDEA ROMANA. Ed è proprio a lei che nei prossimi giorni Edgar Meyer, responsabile del benessere animale del Campidoglio, sottoporrà una proposta quantomeno bizzarra per risolvere quella che è diventata a Roma una vera e propria emergenza: utilizzare «prodotti sterilizzanti da ingerire, evitando così la sterilizzazione chirurgica», così come ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera. Insomma, dopo le pecore tosaerba e le api per combattere lo smog, a Roma si pensa alla pillola del giorno dopo per le pantegane del Tevere.
L'ALLARME A REGGIO. Ma l’invasione dei ratti non tocca Reggio Emilia solamente passando per la capitale. Anche nel nostro territorio infatti, da diverso tempo, si è registrato un incremento della popolazione dei topi e un conseguente aumento della loro presenza nei pressi di case, condomini, strade e cassonetti dei rifiuti.
E chi li combatte ogni giorno, senza bisogno di fantasiose e poco praticabili sterilizzazioni di massa, è Maurizio Genitoni, titolare della ditta GM Disinfestazioni. «Abbiamo un parco clienti di oltre 1.500 fra privati, aziende e condomini – spiega Genitoni – e ci occupiamo di disinfestazioni ma le derattizzazioni sono ormai all’ordine del giorno. I topi sono ovunque, ma una volta si trovavano soprattutto in centro storico. Adesso invece sono passati alle periferie».
DAL CENTRO ALLE FRAZIONI. Secondo il titolare questa migrazione dei ratti ha una ragione ben precisa: «È la differenziata porta a porta che, almeno per quanto riguarda i topi, è un disastro, mai visti così tanti prima. In centro storico ancora non c’è mentre nelle frazioni e nelle periferie sì, e i ratti si sono trasferiti in massa in quelle strade. I bidoni lasciati fuori casa, infatti, li attirano, soprattutto durante l’autunno e l’inverno».
INVASIONI STAGIONALI. Reggio Emilia, infatti, è ancora sostanzialmente circondata dalla campagna «e qui i topi trovano nutrimento. Almeno fino a settembre, quando non c’è più nulla da mangiare. È allora che si spostano in città almeno fino a gennaio e si riproducono esponenzialmente, con una media di una figliata ogni 40 giorni».
SOLUZIONI CONCRETE. Ma allora, considerando che la differenziata è un passo avanti dal quale non si può tornare indietro e che, anzi, presto arriverà anche in centro storico, come si può arginare l’invasione dei ratti? Secondo Genitoni basterebbe «una derattizzazione programmata. Ora il Comune interviene a chiamata, posso capirlo, magari non hanno più tanti soldi da spendere, ma occorrerebbe davvero una seria programmazione dei lavori per mettere le esche un po’ dappertutto. Allora sì che il problema si contiene». —
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