«Lorenzo di nuovo a scuola. A lui il mio in bocca al lupo»
Parla l’insegnante che salvò il 15enne colpito da infarto all'istituto D'Arzo 10 mesi fa. «Fu una supplenza di tre settimane: destino. Lo andrò a trovare presto»
SANT'ILARIO. «Un grosso in bocca al lupo» per il suo ritorno a scuola e alla normalità di un ragazzo della sua età. Non è un augurio qualunque, quello rivolto a Lorenzo Loschi, 15 anni, pronto a ritornare sui banchi all’istituto D’Arzo di Montecchio, dopo essere stato vittima di un infarto, proprio mentre era a scuola, il 16 ottobre 2017. Perché l’augurio arriva da Fabiana Costi, l’insegnante di educazione fisica il cui pronto intervento fu determinante per salvare la vita al ragazzo.
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La Costi è appena tornata dal ritiro dell’Inter, squadra di calcio femminile, nella quale è stata di recente acquisita, dopo avere militato nel Sassuolo. Risponde da Milano dove ora si è trasferita.
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«Sono stata talmente occupata... È un po’ che non sento Lorenzo. Sono felicissima che torni a scuola. È una cosa meravigliosa che possa riprendere da dove si era fermato. Spero di vederlo presto», commenta alle ultime notizie del ragazzo che ha contribuito a strappare alla morte mentre era all’istituto D’Arzo, in sostituzione dell’insegnante titolare di educazione fisica.
«Una sostituzione di sole tre settimane. Il destino! Lo diciamo sempre io e Lorenzo – racconta la Costi – Ero fresca delle nozioni di primo soccorso che avevo già, a suo tempo, studiato e, poi, ripreso in un corso seguito a Coverciano mentre ero con il Sassuolo. Eppure mi stupisco ancora della lucidità che ho avuto in quei terribili momenti. Quando ho visto che Lorenzo non si riprendeva, ho mandato i ragazzi a chiamare aiuto e iniziato subito le manovre e il massaggio cardiaco».
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Un intervento di primo soccorso definito “perfetto” anche da Antonella Vezzani, responsabile della Terapia intensiva della Cardiochirurgia del Maggiore di Parma, diretta da Tiziano Gherli, dove Loschi fu portato in elicottero: il ragazzo era in arresto cardiaco già da 70 minuti.
Ma il massaggio praticato dalla Costi aveva mantenuto perfuso il cervello e questa certezza ha permesso di attaccare il ragazzo alla macchina cuore-polmone, per la circolazione extracorporea.
In tutto il cuore di Lorenzo è stato fermo 90 minuti. Si può ben capire che il primo “bip” sentito in sala operatoria dai 20 sanitari mobilitati sia stato vissuto come un miracolo. Era il cuore che riprendeva a battere.
Dopo quanto successo Fabiana Costi si è sentita spesso con il ragazzo, per il quale sono seguiti mesi di dura riabilitazione (che dovrà continuare ancora per diverso tempo), e con la sua mamma, Amelia Nobili.
«Avrei voluto fare di più – si rammarica però la Costi – Vederlo più spesso. Ma tra il lavoro, le partite e gli allenamenti... Lo farò presto, prometto. Come anche farò presto una visita ai suoi compagni di classe che in quei minuti ad alta tensione sono stati davvero meravigliosi».
Lorenzo, che tra qualche settimana, il 20 settembre, compirà 16 anni, già alle sue dimissioni dal reparto di Terapia intensiva nel dicembre scorso aveva manifestato pubblicamente tutta la sua riconoscenza nei confronti dell’insegnante, parlando dal letto di ospedale: «Grazie per avermi salvato la vita». —
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