Gazzetta di Reggio

Reggio

Tangenziale nord 

«Qui in via Ancini solo io continuo la lotta contro l’Anas»

Fabio Melis

REGGIO EMILIASugli avvisi di esproprio legati alla realizzazione della nuova tangenziale nord usciti sull’albo pretorio del Comune il 22 agosto, di cui si è dato notizia sulla Gazzetta di venerdì...

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REGGIO EMILIA

Sugli avvisi di esproprio legati alla realizzazione della nuova tangenziale nord usciti sull’albo pretorio del Comune il 22 agosto, di cui si è dato notizia sulla Gazzetta di venerdì scorso, pare non esserci pace tra i residenti. Ai pareri raccolti in zona, da Villa Cella a San Prospero passando da Corte Tegge, si aggiunge ora quello di un cittadino (che preferisce rimanere anonimo) che non riesce a darsi pace e definisce la situazione “estenuante”.



«Tutti, qui in via Ancini, avevano firmato una petizione per portare all’attenzione delle autorità competenti la possibilità di valutare alternative che non avrebbero coinvolto così da vicino le abitazioni: per esempio fare passare il tratto di tangenziale a sud della ferrovia Milano-Bologna oppure sempre a nord ma più vicino alla Mediopadana» esordisce l’uomo visibilmente provato e contrariato per quanto sta avvenendo.

«In questo modo – prosegue – il percorso del nuovo tratto avrebbe trovato meno ostacoli, trovandosi di fronte perlopiù campi, alcuni dei quali non coltivati». La petizione risalirebbe al 2015 ma, poco alla volta, secondo quanto riporta il nostro “testimone”, gli altri residenti avrebbero abbandonato l’idea, per via delle spese legali troppo alte da sostenere e forse per la consapevolezza di stare combattendo una battaglia già persa in partenza. Solo l’uomo, assieme alla moglie – così dice – sta continuando la causa contro l’Anas. Tra l’altro, una delle proposte dei residenti coincideva con il primissimo progetto del comune, secondo il quale il tratto sarebbe appunto passato a nord della ferrovia.



«Ci chiuderanno la via – continua l’uomo disperata – costringendoci a fare un giro largo per poter accedere alla nostra abitazione e non sappiamo ad esempio dove verrà spostato l’accesso alla strada di alcune case qui vicine, siccome ora si trova esattamente dove dovrà passare la tangenziale. Soprattutto avremo un’enorme parete a pochi metri da casa».

La parete in questione sarebbe quella fonoassorbente, alta almeno 3 metri, che sarà costruita a non più di 10 metri dalla casa, precludendo di fatto la possibilità di vedere la luce solare per diverse ore dalla sua casa, adombrandola. «Non capiamo il perché della soluzione scelta, è quella che danneggia di più le abitazioni e la vita dei residenti».

Anche una parte del podere sarà interessata dall’esproprio: «Spero se lo prendano tutto, a questo punto, di un pezzettino non me ne farei nulla, non potrei nemmeno rivenderlo». —





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