Reggio Emilia, dopo le bici potrebbero arrivare anche i monopattini Mobike
A metà autunno terminano i sei mesi di sperimentazione con la società asiatica. Se verrà rinnovato il contratto, si pensa anche a biciclette più leggere
REGGIO EMILIA. La “rivoluzione” del bike sharing reggiano, con l’arrivo delle moderne biciclette fornite dall’azienda cinese Mobike, ha una scadenza. A fine ottobre, infatti, termineranno i sei mesi di sperimentazione fra il colosso asiatico già attivo in diverse città italiane e il Comune di Reggio Emilia. Sarà allora che si deciderà se rendere stabile la presenza delle Mobike in città, tornare indietro o passare a un’altra non ben precisata alternativa.
Le opzioni. Visto il successo e l’apprezzamento per il nuovo servizio, che ha rinnovato dopo anni un parco bici usurato e inservibile, è probabile che l’amministrazione decida di continuare la collaborazione con Mobike.
Mobike attualmente è un partner del consorzio Tea che, dopo aver vinto la gara per il servizio di bike sharing, ha cercato l’unico operatore sul mercato con sede in Italia e diffuso negli altri Comuni attraversati dalla Alta velocità per innovare il sistema.
Appena in autunno scadrà la fase di sperimentazione di sei mesi, il Comune ha due opzioni: abbandonare tutto o stipulare con Mobike un vero e proprio accordo stabile. Nel secondo caso l’opzione più semplice, dato il modesto valore economico del servizio rispetto al totale di scuolabus e sosta, sarebbe far diventare Mobike parte del consorzio Tea. Se questi sono aspetti in via di approfondimento giuridico e tecnico, la cosa importante sarà attivare stabilmente i servizi che stanno a monte: le piazzole di sosta, il recupero e la ricollocazione bici.
Nuove bici e monopattini. Un eventuale rinnovo del contratto potrà prevedere anche nuovi servizi. La società asiatica ha infatti sia biciclette più leggere – molto utilizzate ad esempio a Milano – sia elettriche, e ha appena attivato un nuovo “trasporto”: il monopattino elettrico, già sperimentato da Mobike in diverse capitali europee e di probabile arrivo per la prima volta in Italia anche a Firenze.
Le bici utilizzate ora. Le Mobike utilizzate attualmente, per quanto esteticamente ineccepibili, non sono certo il massimo della comodità in fatto di pedalata e chi le ha provate se ne sarà reso conto. Il motivo sono principalmente le ruote, ancorate al mozzo attraverso 5 brugole, e i copertoni sono pieni per evitare le forature. La bici non è dotata di cambio e l’impianto di frenaggio è a tamburo sia all’anteriore che al posteriore, quindi integrato all’interno del mozzo. —
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