Gazzetta di Reggio

Reggio

l’inchiesta 

Sui passaporti falsi nigeriani ora indaga la squadra mobile

Tiziano Soresina

Due episodi simili nel giro di una sola settimana hanno insospettito la questura Da chiarire se le contraffazioni avvengano in Nigeria o direttamente a Reggio

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REGGIO EMILIA

Due passaporti fasulli intercettati nel giro di una settimana con sempre la Nigeria di mezzo e qualche precedente nei mesi scorsi: un “quadro” che ha portato la questura a compiere accurati accertamenti, per capire se si tratti di vicende isolate e sporadiche, oppure se siano i segnali di un’organizzazione che lucra su questo tipo di documenti.

I due casi ravvicinati di contraffazione sono stati scoperti dai poliziotti che operano nella seconda sezione permessi di soggiorno e ufficio immigrazione (settore della questura guidato dal dirigente Francesco Baiano). Specifica sezione della polizia che ha operato i due arresti dei nigeriani e respinto le relative richieste di permesso di soggiorno.



Come in altre occasioni le attrezzature tecniche in dotazione al settore hanno permesso di smascherare le falsificazioni: cambio di generalità, pagine innestate e via di questo passo.

Ma non è finita qui, perché ora una relazione dettagliata su questo fenomeno illegale è finita alla squadra mobile, affinché si indaghi su questo “fiorire” di passaporti nigeriani contraffatti.

Non è – per esempio – chiaro se queste falsificazioni avvengano in Nigeria (e i passaporti arriverebbero poi in Italia per posta), oppure se i taroccamenti vengano effettuati da mani esperte direttamente a Reggio Emilia.



Al momento coincidono i due racconti emersi in tribunale. Stessa nazione africana, ma soprattutto stesso iter, perché quei passaporti sono stati richiesti dalle persone direttamente in Nigeria, per poi riceverli via posta, ritrovandosi così fra le mani documenti solo apparentemente autentici. Perché – secondo gli inquirenti – sono passaporti inosservanti delle norme anti-contraffazione, da qui la valutazione che sono falsi. La settimana scorsa è finita sotto processo la 29enne Ruth Mathew (incensurata e incinta al quinto mese), lunedì il 37enne Christopher Omeko (con pesanti precedenti penali per spaccio di droga, ha una bimba di due mesi).

Entrambi si erano mossi per ottenere il permesso di soggiorno per motivi familiari, ma senza il passaporto la pratica non può incardinarsi, da qui il contatto con l’Ambasciata e il consiglio di mettersi in contatto con il Paese d’origine. Dalla Nigeria sarebbero arrivati i passaporti ora al centro di due casi-fotocopia. Un’attività che parrebbe essere redditizia, per esempio Mathew ha detto in aula di aver pagato 400 euro per avere quel passaporto taroccato. Ma i due nigeriani dicono la verità? —



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