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«Evasore pericoloso» Chiesta la confisca del “tesoro” di Borelli

Enrico Lorenzo Tidona
«Evasore pericoloso» Chiesta la confisca del “tesoro” di Borelli

In ballo case, contanti e l’azienda, che andrebbero allo Stato E ci sono anche le 2.300 armi detenute dall’imprenditore

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BAGNOLO  Con una discussione stringata da parte del sostituto procuratore Maria Rita Pantani, ieri la Procura di Reggio ha chiesto la confisca di tutto il patrimonio di Claudio Borelli. Case, impresa, auto e, soprattutto, le 2.300 armi che l’imprenditore 73enne teneva in casa. Un arsenale che lo ha messo nei guai sia sul piano penale che su quello fiscale, dopo un controllo che dalle pistole e dai fucili si è spostato poi sul piano fiscale.

Ieri, davanti al collegio presieduto dal giudice Cristina Beretti, con Andrea Rat e Chiara Alberti a latere, è stata discussa la misura di prevenzione patrimoniale da pm e difesa. Borelli è considerato un «evasore socialmente pericoloso», che dichiarava al fisco 20mila euro all’anno. «Nemmeno sufficienti a stare al passo con il costo della vita in base ai parametri dell'Istat», avevano già messo in chiaro gli inquirenti. Bruscolini rispetto al giro d’affari della sua azienda di oleodinamica con sede a Bagnolo: 3,4 milioni di euro l'anno. Per la Procura, a seguito di una segnalazione della questura, Borelli dal 2011 al 2014 ha nascosto 5 milioni di base imponibile al fisco. Il collegio si è riservato sulla provvedimento, prendendosi 90 giorni di tempo per giungere a sentenza.

L'imprenditore era stato denunciato per dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici e occultamento o distruzione di documenti contabili. La sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio dell’imprenditore e di alcune persone a lui vicine, era stata chiesta al tribunale una misura personale e patrimoniale. Il tribunale aveva già disposto il sequestro dei beni di Borelli mettendo i sigilli all’ingente patrimonio, che ora potrebbe passare a confisca qualora sia soccombente. Si tratta di tre abitazioni e relative pertinenze per un valore di circa 500.000 euro, il complesso aziendale composto da tre capannoni industriali con relativi impianti, macchinari e prodotti, una moto e otto auto (valore in corso di determinazione); 2.400 armi da fuoco (valore di 1,5 milioni di euro); 169 pezzi tra orologi di pregio, anelli, collane e bracciali d'oro (valore in corso di determinazione). Sui conti sono stati trovati 1,5 milioni di euro e 3.100 dollari. —

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