Sassi ai residenti: «Non saranno case popolari ma alloggi di buona qualità»
Il vicesindaco Sassi tranquillizza i residenti della zona di via Settembrini «Sulla costruzione delle palazzine solo falsità e strumentalizzazioni politiche»
REGGIO EMILIA Non saranno case popolari quasi regalate ai più bisognosi in lista d'attesa, ma alloggi di buona qualità da affittare o vendere a prezzi non molto inferiori a quelli di mercato. Perciò non si deve temere che il quartiere subisca un degrado abitativo, ambientale e sociale. Il Comune ne dà assicurazione agli abitanti della zona di via Settembrini fortemente preoccupati per l'imminente costruzione di quattro palazzine con 74 alloggi di edilizia residenziale sociale convenzionata.
Mentre si preannuncia numerosa la partecipazione alla manifestazione di protesta indetta per sabato da Francesco Fantuzzi di Reggio Città Aperta in via Caduti in missione di pace, la laterale di via Settembrini maggiormente interessata all'intervento edificatorio, il vicesindaco Matteo Sassi scrive: «Comprendo, specie in un contesto fortemente inquinato e compromesso da speculazioni politiche e elettorali, le preoccupazioni dei residenti circa la tenuta della coesione sociale. Per questa ragione sono disponibile ad incontrare i cittadini, con l’obiettivo di fare chiarezza rispetto a tante menzogne che sono state dette, a mezzo stampa e non solo, su questo progetto».
Sassi precisa che i lavori partiranno nel mese di settembre e si concluderanno entro 36 mesi: «Dei 74 nuovi appartamenti, 22 saranno venduti come edilizia a prezzi convenzionati. I restanti 52 saranno invece in locazione a canone calmierato, regolati sulla base di patti sociali territoriali. Non vi sarà alcuna assegnazione degli alloggi tramite graduatoria, come invece accade per gli alloggi di edilizia popolare».
Fantuzzi, peraltro, non mette in discussione la necessità di offrire un'abitazione a chi non riesce ad accedere al libero mercato. Propone, però, che si utilizzino i 17mila alloggi vuoti esistenti in città, prima di avviare un intervento che qualcuno ritiene speculativo. «Parlare di speculazione edilizia – obietta Sassi – è una strumentalizzazione politica, anche perché va ricordato che i terreni su cui sorgeranno le nuove palazzine sono già edificabili da parecchi anni». Il vicesindaco, inoltre, smentisce chi accusa il Comune di non avere dato notizia del progetto: «Questa operazione è stata oggetto di conferenze stampa, interviste e comunicati ufficiali». —
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