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Fungaioli di pianura penalizzati Tesserini cari e mini-quantità

Domenico Amidati
Fungaioli di pianura penalizzati Tesserini cari e mini-quantità

Monta la protesta dei raccoglitori che non risiedono nelle zone montane  con minaccia di trasferirsi in Toscana: «Così si mortifica anche il turismo»

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Caro porcino, quanto mi costi. Per i rincari sulla raccolta sale la protesta. A lamentarsi sono i raccoglitori delle zone pedecollinari e quelli della pianura. Portavoce di tutti, la folta schiera di appassionati di Vezzano, che in prevalenza sono pensionati.



Perché protestano? Sono penalizzati dal punto di vista economico in quanto non residenti nei territori dei Comuni montani. Per i residenti nell’area dell’Unione montana il costo giornaliero è di 8 euro, mentre quello stagionale è di 60 euro; per gli altri, non residenti, il costo viceversa è di 12 e 180 euro.



Inoltre per questi ultimi, i giorni di raccolta sono quattro: martedì, giovedì, sabato e domenica con 3 chilogrammi di funghi raccoglibili. Per gli altri, i giorni sono 5: martedì, mercoledì giovedì, sabato e domenica, con 5 chilogrammi di funghi da poter portare a casa. Insomma, i raccoglitori non residenti devono sostenere un costo per il permesso giornaliero del 50% più alto dispetto ai locali, mentre quello stagionale addirittura è di tre volte più alto.



Costi alti che, sommati alla benzina e al pranzo, costringono i raccoglitori a rinunciare alla loro passione. «Non è così – dicono i fungaioli – che si incrementa il turismo in montagna, anzi lo si penalizza».



Come metteranno in atto la loro protesta? Premesso che l’esercito di cercatori non del posto da sempre riempie i bar e i ristoranti delle zone di raccolta, e un certo impulso all'economia la loro presenza lo dà, d'ora in poi questi si metteranno d'accordo: quelli che non vogliono rinunciare alla raccolta, si lasceranno alle spalle l’Appennino reggiano e proseguiranno per la Toscana, dove i giorni di raccolta sono di più, e dove in alcuni Comuni non c'è limite di peso sui funghi da rccogliere.



Per la verità, anche per il 2018 valgono le promozioni sullo stagionale da 180 euro (appunto quello per i non residenti in montagna): chi compra nei negozi dell’Appennino, acquistando merce per un importo massimo di 400 euro, ha diritto sullo stagionale dell’anno successivo con uno sconto di 80 euro. Ma i fungaioli – è il ragionamento che viene fatto – vanno in montagna per raccogliere funghi, non per fare acquisti nei negozi. Inoltre, lo sconto di 80 euro vale per lo stagionale dell’anno successivo, non per questa stagione. Insomma, una formula che non piace ai non residenti e che quindi rischia di non essere utilizzata. —



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