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Il 45enne con molotov e pistola va ai domiciliari

Tiziano Soresina
Il 45enne con molotov e pistola va ai domiciliari

Dopo l’interrogatorio viene convalidato l’arresto, ma il gip Ghini respinge la permanenza in carcere richiesta dal pm Stignani

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VEZZANO

Accusato di violazione della sorveglianza speciale e detenzione di arma da guerra (cioè una bottiglia molotov), il 45enne Mirco Ferretti ha dato ieri mattina in carcere alla Pulce una sua spiegazione su quanto accaduto lunedì a La Vecchia, cioè quando i carabinieri l’hanno bloccato mentre era fermo in auto davanti all’ufficio postale .



Per gli inquirenti stava per compiere una rapina, visto che era in possesso oltre che della bomba anche di una pistola scacciacani (ma priva del tappo rosso) e di una parrucca. Ferretti era in stato confusionale e probabilmente è ripiombato in quella dipendenza dalla droga che ha contrassegnato in negativo la sua esistenza.



Tornando all’udienza di convalida dell’arresto tenutasi davanti al gip Giovanni Ghini, il 45enne – difeso dall’avvocato Noris Bucchi – in mezz’ora ha raccontato la sue verità.La difesa ha rimarcato come l’arrestato avesse il pemesso di recarsi al lavoro a Castelnovo Monti, quindi l’orario in cui lunedì è stato bloccato è compatibile con il lasso di tempo che ha a disposizione ogni giorno. Una sottolineatura per sostenere che non ha violato la misura restrittiva. Nessuno spazio di manovra sulla gravità indiziaria – evidenziata dal giudice – riguardante la bottiglia molotov. Anche se rudimentale, si tratta di un’arma che lascia presagire che di lì a poco Ferretti sarebbe passato alle vie di fatto in Posta.



Il pm Giulia Stignani – titolare del fascicolo – ha chiesto la misura cautelare in carcere per l’indagato, ma il gip Ghini è stato di diverso avviso, ritenendo idonei gli arresti domiciliari (Ferretti vive a Reggio Emilia a casa della convivente) in quanto il 45enne è stato a lungo sottoposto a quella misura, non violandola. Sempre per il magistrato (che ha convalidato l’arresto) si tratta di una misura contenitiva anche del rischio di reiterazione del reato.



Visto quanto successo, Ferretti pare essere tornato nella situazione di vent’anni fa, quando “divorato” dagli stupefacenti ha commesso diverse rapine. Poco lucido,lunedì è stato anche soccorso e portato dai carabinieri in ospedale, prima della carcerazione. In queste condizioni torna ad essere un uomo pericoloso. —



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