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Ore 11.27, esplosione al Campovolo L’Esercito fa saltare in aria le due bombe

Leonardo Grilli
Ore 11.27, esplosione al Campovolo L’Esercito fa saltare in aria le due bombe

Tolti di mezzo i residuati bellici. L’ordigno più grande (che pesava cento chili) era di fabbricazione italiana

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reggio emilia

Dopo una settimana, si è conclusa con due esplosioni controllate e con nessun danno la vicenda del ritrovamento delle due bombe della Seconda Guerra mondiale al Campovolo.



La mattinata per le forze dell’ordine e le autorità incaricate della gestione dell’operazione è cominciata presto. Sul posto, in uno degli edifici del Campovolo, si è svolta infatti una riunione straordinaria che ha preceduto le deflagrazioni. Al tavolo hanno partecipato membri della giunta comunale e rappresentanti di carabinieri, polizia, vigili del fuoco, 118, esercito e protezione civile. Tutti coordinati dalla Prefettura di Reggio Emilia, che fin dall’inizio ha seguito la vicenda.



A occuparsi della deflagrazione controllata degli ordigni bellici è stato il Genio Pontieri dell’esercito italiano, coordinato dal primo luogotenente Fabio Cappucciati. Esistenti fin dal Settecento come specialità dell’Arma di Artiglieria, i Pontieri divengono pertinenza esclusiva dell’Arma del Genio nel 1873. Hanno per insegna la bomba con fiamma sfuggente a destra completata da due ancore incrociate.

Oggi il solo 2° Reggimento Genio Pontieri è presente negli organici dell’esercito e ha sede a Piacenza.



Terminata la riunione straordinaria coordinata dalla Prefettura, gli uomini del Genio hanno quindi iniziato a preparare la zona prescelta per la deflagrazione e infine, alle 11. 27, i due ordigni del 1944 sono stati fatti esplodere. «I due residuati bellici trovati al Campovolo – ha spiegato ieri mattina lo stesso luogotenente Cappucciati – sono una bomba d’aereo italiana del peso di cento chilogrammi priva di spoletta e in sicurezza, e un piccolo spezzone di bomba da aereo da venti libbre».



Per quanto riguarda l’ordigno prodotto in Italia, prosegue il militare del Genio Pontieri, «non è stato lanciato ma era accantonato, penso presso l’aeroporto. Abbiamo fatto l’intervento in zona visto che il terreno si presta per il brillamento, le bombe sono state distrutte in prossimità intorno ai 20 metri da dove sono state rinvenute».



Un intervento, hanno spiegato i militari, di routine che non ha generato allarmi o preoccupazioni data l’assenza di inneschi in entrambi i residuati bellici. Il pericolo, ha concluso Cappucciati, si verifica quando «troviamo bombe d’aereo di queste dimensioni che sono state sganciate, quindi armate e con all’interno gli organi di innesco. Lì diventa un intervento complesso perché dobbiamo rimuovere le spolette e dobbiamo evacuare il personale essendoci un pericolo concreto». Senza innesco invece, com’è stato in quest’ultimo caso, le bombe non sono altro che «contenitori metallici con all’interno dell’esplosivo, che non può creare nessun problema».



Gli ordigni bellici erano stati scoperti venerdì scorso dagli uomini della ditta incaricata della bonifica. Il primo, di dimensioni minori, è stato trovato poco oltre l’ingresso di via dell’Aeronautica mentre il secondo, con un peso di 100 chili, nell’area sottoposta a bonifica nella zona sud-est, vicino alla Scuola di paracadutismo. —



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